Faperdue lancia "la passeggiata con papi" e promette di risolvere il mistero del decimo scomparso dalla storia
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Giovanni Faperdue lancia "la passeggiata con dieci papi". Un incontro-racconto per riportare l'attenzione su una pagina di storia fondamentale per Viterbo, che potrebbe tornare utile anche nel presente e nel futuro della città.
Papa Clemente IV

Un antipasto gustoso della sesta Festa del Bullicame sarà servito venerdì  sera, 23 maggio, alle ore 21,00 in Piazza del Comune. E’ da lì infatti, che prenderà il via la passeggiata racconto del presidente dell’associazione ‘Il Bullicame’ Giovanni Faperdue, dal titolo ‘Passeggiata con 10 Papi’, che illustrerà a tutti i partecipanti il periodo fulgido, lungo ben cinque lustri (1257-1281), in cui i Papi erano a Viterbo.

 

Per la storia i Papi sono nove (Alessandro IV, Urbano IV, Clemente IV, Gregorio X, Innocenzo V, Adriano V, Giovanni XXI, Niccolò III, Martino IV,) ma per Faperdue questi sono effettivamente dieci. Sarà lo stesso storico a raccontare il perché di questa differenza, e perché un “Papa” è scomparso dagli archivi segreti vaticani. Ascolterete un brano di storia accattivante e glorioso, durante il quale ogni parola che usciva dal nostro Palazzo Papale, era legge per il mondo intero conosciuto.

 

Appuntamento alle ore 21,00 in Piazza del Comune. Il contributo, che sarà interamente devoluto  all’associazione ‘Il Bullicame’, è fissato in 4 euro a persona. I bambini e i ragazzi potranno partecipare gratuitamente. Il giorno dopo, tutti i partecipanti, nel corso della Festa del Bullicame in località Terme Carletti, presentando il tagliando di partecipazione alla passeggiata/racconto, potranno ritirare un panino ripieno di porchetta e una bottiglietta di acqua.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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