
La partita della città termale è legata a doppio filo alla sentenza del Tar che ha riconosciuto il diritto di Terme dei Papi a prelevare quanta acqua gli necessita per soddisfare il proprio business. Essendo il bacino termale della Tuscia una risorsa limitata, nel momento in cui si riconosce a qualcuno il diritto a prendere tutta l’acqua di cui ha bisogno di fatto si rischia di far saltare ogni ipotesi di coinvolgimento di più realtà imprenditoriali in questo settore. Essendo proprio il coinvolgimento di più realtà la condizione necessaria per dare vita alla città termale di Viterbo il destino della sognata ‘Viterbo Terme’ appare piuttosto incerto.
In sintesi è questo il ragionamento di Giovanni Faperdue, presidente dell’associazione ‘Il Bullicame’ e da tempo impegnato in un ragionamento vero sulla città termale.
In questi giorni sono intervenuti sull’argomento il sindaco Leonardo Michelini e l’assessore competente Tonino Delli Iaconi. Hanno lanciato un messaggio di fiducia per il termalismo viterbese, annunciando come prossima la gara d’appalto per l’assegnazione dell’impianto delle Terme ex Inps. Abbiamo incontrato Faperdue per capire che idea si è fatto e come valuta le dichiarazioni di Palazzo dei Priori.
E’ stata annunciata entro giugno la gara d’appalto per le ex Terme Inps. Un segnale importante, che ne pensa?
“Fino a qualche settimana fa l’avrei definito un atto importantissimo. Oggi purtroppo non ho più tutto questo ottimismo. Temo che la sentenza del Tar, di cui si è tanto parlato in questi giorni, rischi di mandare in frantumi il termalismo viterbese. Intendiamoci, la sentenza va rispettata ma non reputo giusti gli effetti che questa determina. Mi auguro che il sindaco e l’assessore riescano a trovare un accordo equo con Terme dei Papi per liberare acqua termale da mettere a disposizione anche di altri imprenditori del settore”.
Se questo non accadesse?
“Beh, sarebbe a mio avviso assurdo indire la gara d’appalto. Se Terme dei Papi ha intenzione di prendere tutta l’acqua che può, potenzialmente quindi anche quasi tutta quella a disposizione, non ha senso assegnare a qualcuno le Terme Inps. Sarebbe una sorta di fregatura e gli imprenditori di certo non parteciperebbero alla gara. Anzi, reputo che ci sia il rischio che qualcuno faccia saltare la gara stessa perché assumerebbe gli aspetti di una farsa, non essendoci a disposizione la materia prima del business: l’acqua termale”.
Che scenari immagina per il termalismo viterbese?
“Vorrei essere positivo ma il fatto che abbiamo listato a lutto, dopo la sentenza del Tar, il nostro sito (www.ilbullicame.it) la dice lunga sul nostro modo di vedere la questione. Ho paura che rischiamo di avere davanti a noi un periodo di grande litigiosità tra chi in città ha già investito nel business del termalismo – acquistando terreni e strutture, scavando i costosi pozzi – e ora si trova davanti un colosso come Terme dei Papi titolare di un diritto così forte come quello di prendere dal bacino termale tutta l’acqua di cui ha necessità. In buona sostanza ho la paura, mi auguro di essere smentito da quello che accadrà, che la città termale sia stata sepolta da una sentenza”


















