Fai, muore a 97 anni la fondatrice Giulia Maria Crespi
Giulia-Maria-Crespi-al-Giardino-della-Kolymbethra-Valle-dei-templi-AG-Foto-Peppe-Lopilato-2001©-FAI-Fondo-Ambiente-Italiano
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MILANO - A 97 anni si è spenta Giulia Maria Crespi, fondatrice del Fai che ha speso la sua vita per la salvaguardia di paesaggi, boschi e castelli italiani.

MILANO – La fondatrice del Fai, Fondo Ambiente Italiano, Giulia Maria Crespi è morta a 97 anni. La decana della lotta ambientalista italiana aveva perso pochi mesi fa, a causa di un incidente stradale conseguente un malore, il figlio 65enne Aldo Paravicini. Insieme a Renato Bazzoni la signora Crespi ha fondato nel 1975 il Fai di cui è stata presidente fino al 2009. Anche grazie al suo lavoro e sopratutto alla sua passione il Fai è riuscito a diventare una grande impresa culturale no-profit. Dal 2009 ad oggi ha ricoperto il ruolo di presidente onorario del Fai.

La morte di Giulia Maria Crespi, com’è comprensibile, ha toccato innanzitutto l’associazione no-profit Fai. Andrea Caranchi, presidente dell’ente ha parlato di “momento cruciale per la Fondazione“. Dalle parole di Caranchi si evince tutta la tristezza e il profondo dolore che ha colpito l’intera struttura amministrativa e non solo del Fai. Il presidente ha dichiarato che l’ente è chiamato a seguire “il chiaro insegnamento e il solco tracciato con stile ed entusiasmo“. Una missione da perseguire per restare sulla strada che porta al bene del Paese, così com’era nelle intenzioni della decana Crespi. La presidentessa onoraria del Fai era spinta da una ferrea regola che partiva dal presupposto che “chi ha avuto tanto, deve dare tanto“. Da qui la miccia che ha innescato il motore dell’impegno e del volontariato rivolto alla società civile e al benessere del Paese.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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