Fa tappa a Viterbo il pellegrino in viaggio verso Capo Nord
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VITERBO - “Un viaggio che sto facendo in solitaria, in tenda e sacco a pelo, alla scoperta dell’Europa, da un estremo all’altro - racconta Massimo -. Sono partito lo scorso 22 febbraio e sono arrivato fin qua in quattordici tappe. Viterbo fino a qualche tempo fa era solo un puntino sulla mappa. Ora è bellezza, ospitalità e cuore. Ci tornerò”.

VITERBO – Da Capo Passero a Capo Nord, via Viterbo. Questo l’itinerario di viaggio di Massimo Zaffari, il pellegrino che, insieme alla sua “Penny”, ha raggiunto ieri la città dei papi. Ad accoglierlo in città è stata la consigliera comunale delegata alla promozione della Via Francigena e Giubileo 2025 Alessandra Croci, che spiega: “Il cammino che sta facendo Massimo è davvero particolare e affascinante, sia per il percorso e sia per il mezzo utilizzato. La sua “Penny”, così la chiama affettuosamente, è un biciclo appartenente alla famiglia dei velocipedi, con il quale è partito da Portopalo di Capo Passero, lungo la Sicilia Orientale, per risalire verso la Calabria tirrenica, Sala Consilina, Eboli, Salerno, Pompei, Napoli, Pozzuoli, Formia, Gaeta, Latina, Roma e Vetralla per poi arrivare a Viterbo e ripartire alla volta di Capo Nord”.

“Un viaggio che sto facendo in solitaria, in tenda e sacco a pelo, alla scoperta dell’Europa, da un estremo all’altro – racconta Massimo -. Sono partito lo scorso 22 febbraio e sono arrivato fin qua in quattordici tappe. Viterbo fino a qualche tempo fa era solo un puntino sulla mappa. Ora è bellezza, ospitalità e cuore. Ci tornerò”.

Ad accogliere Zaffari a piazza del Plebiscito anche la sindaca Chiara Frontini, che aggiunge: “Nulla è un limite e la sfida di Massimo ne è la conferma. Davvero una bellissima avventura, che sa di pace e libertà. Ci piace raccontare queste storie, questi viaggi. Saremo ben felici di accogliere il nostro pellegrino con la sua famiglia a conclusione del suo straordinario viaggio”.

Insieme alla sindaca Frontini e alla consigliera delegata Croci, davanti al palazzo comunale anche l’assessore Scardozzi e il consigliere Ciorba.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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