Ex Terme Inps: presto lo sgombero degli abusivi, ma la Regione forse già sapeva?
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La macchina amministrativa, dopo il sopralluogo effettuato all’interno delle ex Terme Inps mercoledì dall’assessore Sonia Perà in compagnia dei consiglieri Melissa Mongiardo e Christian Scorsi, si è messa in moto per sanare la situazione potenzialmente pericolosa del caso dei senza tetto che l’hanno occupata.

Presto i controlli, gli sgomberi e i sigilli, ma la Regione forse sapeva già? La macchina amministrativa, dopo il sopralluogo effettuato all’interno delle ex Terme Inps mercoledì dall’assessore Sonia Perà in compagnia dei consiglieri Melissa Mongiardo e Christian Scorsi, si è messa in moto per sanare la situazione potenzialmente pericolosa del caso dei senza tetto che l’hanno occupata.

Le ex Terme Inps da poco tempo sono finite in mano al 100%, almeno per quanto riguarda la gestione, al Comune di Viterbo. La vigilanza però è ancora a carico della Regione e sembra che proprio la vigilanza, che dipende proprio dalla Regione, circa un mese fa avesse segnalato alcune presenze all’interno della struttura. E quindi che iniziasse a circolare la voce.

Già oggi, dopo il sollecito di ieri, la macchina amministrativa del Comune si è messa all’opera per sanare quella che potenzialmente potrebbe essere un pericolo, per l’incolumità di chi ci vive.
La Fune ha toccato con mano quel che sta scrivendo, essendo presente al momento del ritrovamento degli indizi di vita vissuta all’interno della struttura di strada Bagni.

Molte porte erano chiuse dall’interno, i pavimenti lucidati, i giochi per bambini e una cuccia per cane, oltre a un piano cottura ben fornito, sono i segni tangibili della vita in una piccola parte della struttura di 10mila metri quadrati. Il resto, però, era tutto più che fatiscente. Sporco, con scale malandate e senza parapetti e con un aria irrespirabile.

Presto comunque dovrebbe arrivare lo sgombero con il sopralluogo della polizia locale, non prima però del recepimento della Regione comunicazione formale fatta dal Comune di Viterbo. Dopo lo sgombero, la struttura sarà sigillata per evitare che qualcuno possa tornare dentro.

Il tutto in attesa del bando europeo che potrebbe arrivare entro fine anno e che potrebbe affidare, nel medio termine, la struttura a degli imprenditori.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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