Ex Terme Inps, lo studio-progetto Federterme prevede un investimento da 32 milioni di euro
Terme dei Papi ed ex Terme Inps
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - La fetta più grossa, circa 22 milioni di euro, calcolati per i lavori di riqualificazione degli spazi e delle strutture e per gli arredi. Tutto infatti ha bisogno di essere trasformato, considerando che oggi quelle che furono fino al 1992 le gloriose Terme dei Lavoratori sono praticamente una sequenza di ruderi. 

VITERBO – 32 milioni di euro. Questa la cifra che lo studio-progetto consegnato nei primi giorni di settembre da Federterme a Palazzo dei Priori individua come congrua per dare vita al più grande centro benessere di cure termali d’Italia. 

La fetta più grossa, circa 22 milioni di euro, calcolati per i lavori di riqualificazione degli spazi e delle strutture e per gli arredi. Tutto infatti ha bisogno di essere trasformato, considerando che oggi quelle che furono fino al 1992 le gloriose Terme dei Lavoratori sono praticamente una sequenza di ruderi. 

Nello studio viene tracciato un cronoprogramma di massima: apertura del cantiere nell’anno 2021-2022, previsione di concludere i lavori a fine 2021 e aprire a gennaio 2023. 

La maggioranza Arena è chiamata a studiare nei dettagli il lavoro presentato e orientare i futuri passi. Nello studio viene indicata la via del project financing come strada più idonea da percorrere. Una cosa è certa: serve un gruppo solido e dalle spalle larghe per farsi carico della importante mole di spesa. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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