Ex Terme Inps, il rilancio dipende dalla sentenza del Consiglio di Stato
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Ex Terme Inps, il futuro dipende tutto dalla sentenza del Consiglio di Stato sul braccio di ferro tra Comune di Viterbo e Terme dei Papi.

Ex Terme Inps, eppur si muove. L’assessore Antonio Delli Iaconi è al lavoro per fare uscire il bando in primavera. I motivi del rallentamento dell’azione, che è nell’agenda delle cose da fare dell’amministrazione Michelini, va rintracciata tutta nel bisogno di trovare investitori.

Ma dietro a questo c’è il problema dell’acqua termale. Allo stato attuale le ex Terme Inps infatti non hanno a disposizione l’acqua. E non si sa neanche come andrà a finire la storia. Tutti gli occhi sono puntati sul pronunciamento del Consiglio di Stato nel contenzioso tra Comune di Viterbo e Terme dei Papi. Pronunciamento atteso a breve.

Soltanto la disponibilità o meno di acqua segneranno il destino della struttura. Nelle intenzioni del Comune, sempre che la questione finisca bene, c’è l’idea di attivare un dialogo competitivo con le aziende. Ossia sono loro a dire al Comune, che poi valuta e decide, cosa intendono fare: un centro di benessere termale o una struttura sanitaria o un ibrido.

La proposta di bando tornerà nei prossimi giorni in commissione. Una volta definito nei dettagli e approvato dal consiglio comunale e da quello regionale, si emana il bando vero e proprio cui possono partecipare tutti.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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