
VITERBO – Quando nel 2021 venne annunciato il maxi progetto di recupero dell’ex Ospedale Vecchio degli Infermi, che doveva prevedere il trasferimento dell’Archivio di Stato, del Consorzio Biblioteche, della sede della Soprintendenza per l’Etruria Meridionale e la nascita di altri progetti come ‘La Casa del Pellegrino’ (a opera del Comune di Viterbo), quelli attenti a dove finiscono i soldi delle tasse dei cittadini hanno iniziato a fare di conto su quanti soldi ogni anno si sarebbero risparmiati non dovendo pagare tutta una serie di affitti.
Prendiamo a esempio l’Archivio di Stato. Oggi è allocato in via Cardarelli, dove paga a una società privata (proprietaria degli spazi) un affitto annuale che supera i 100mila euro. Qualcosa come 10mila euro circa al mese di affitto. Ma chi pensa che sia troppo probabilmente non sa che negli anni passati, quando l’Archivio di Stato si trovava alle Pietrare, l’esborso annuale per l’affitto era di circa mezzo milione di euro. Sì, avete capito bene: 5 milioni di euro d’affitto in dieci anni.
Una roba che ha fatto, e continua a fare, molto felici i proprietari degli spazi che affittano ma che butta al vento i soldi dei cittadini, che magari faticano ad arrivare a fine mese perché c’è una tassazione sul lavoro opprimente. E di fronte a questo genere di cose i cittadini hanno diritto di domandarsi: ma i soldi che con grande fatica verso allo stato vengono usati in questa maniera?
Ecco perché riqualificare l’ex Ospedale Vecchio sarebbe stata, ma ancora oggi lo è, una risposta intelligente e opportuna verso i cittadini. Perché oltre a risparmiare ogni anno “soldoni” dagli affitti permetterebbe di sottrarre al degrado uno spazio pubblico e di metterlo in gioco nell’azione di rilancio del centro di cui tutte le amministrazioni cittadine puntualmente sanno riempirsi la bocca per poi produrre risultati pari o prossimi allo zero.
Nei prossimi giorni andremo a chiedere a diversi soggetti che riteniamo interessanti quanto sanno sul progetto del Borgo della Cultura finito nel dimenticatoio. L’obiettivo che ci prefissiamo è chiaro: attivare quanto necessario per portare a casa quel progetto. Perché altrimenti ogni anno un fiume di denari pubblici vengono “buttati” nel vento degli affitti. Per la gioia di qualcuno certo ma con danno della comunità.


















