Ex Gescal, entro dieci giorni i lavori per risolvere le emergenze
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TUSCANIA - Il quartiere che vive da più di quaranta anni in uno stato di completo abbandono, tanto da avere ormai problemi estetici, strutturali e di sicurezza, peggiorati ulteriormente dalle piogge torrenziali della scorsa domenica.

TUSCANIA – Al via la messa in sicurezza delle case popolari. L’Ater si è impegnata a iniziare i lavori di messa in sicurezza del quartiere popolare ex Gescal entro dieci giorni.

Nella giornata di ieri, Simona Moretti, rappresentante territoriale di As. I. A. Usb, ha incontrato l’Ater di Viterbo, nella persona del direttore generale Fabrizio Urbani, per far fronte alle gravi problematiche del quartiere ex Gescal di Tuscania.

Quartiere che vive da più di quaranta anni in uno stato di completo abbandono, tanto da avere ormai problemi estetici, strutturali e di sicurezza, peggiorati ulteriormente dalle piogge torrenziali della scorsa domenica.

Gli intonaci esterni sono completamente staccati, le parti in ferro, interne alle strutture degli edifici, che dovrebbero sostenerli, sono ormai scoperte e arrugginite.

La situazione non è migliore all’interno degli appartamenti, dove si sono venute a creare infiltrazioni di acqua talmente profonde da mettere a rischio la tenuta di pareti e soffitti, compromettendo l’incolumità delle persone
che all’interno.

A questo si aggiungono le pessime condizioni igienico-sanitarie dovute alla presenza di muffe sulle pareti e spore nell’aria. Durante l’incontro Urbani ha nuovamente esaminato tutti i casi più gravi, presentati dal sindacato.

Il direttore, conscio della pericolosità della situazione, ha disposto l’inizio dei lavori entro il 4 ottobre. As.I.A. Usb prende atto dell’interessamento da parte dell’Ater e vigilerà sull’inizio e su tutto il corso dei lavori. “Questo è un primo importante risultato, frutto delle lotte degli inquilini, in attesa del grande progetto di riqualificazione totale del quartiere che dovrebbe partire entro la fine dell’anno”, commentano dal sindacato. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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