Ex Fornace di Orte, nel 2004 stoccati 7mila metriquadri di rifiuti speciali
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Lo rende noto il parlamentare 5 Stelle Massimiliano Bernini che spiega: ''Di recente la vicenda è stata riportata alla ribalta anche da un interessante convegno organizzato dall'Associazione ''Facciamo per Cambiare'' che ha coinvolto la società civile ed esperti".

“Preoccupano molto le condizioni dell’ex fornace di laterizi ormai dismessa di Orte, in zona Vocabolo Camerano 35, divenuta discarica abusiva di rifiuti speciali. Per questo anche a seguito delle sollecitazioni degli attivisti del Movimento 5 Stelle di Orte, che si sono fatti portavoce delle crescenti inquietudini della popolazione e di quanti vivono nelle vicinanze dell’ex-sito industriale, ho depositato insieme alle colleghe Grande, Lombardi e Daga un’interrogazione volta a richiamare l’attenzione del Ministro dell’Ambiente sull’ennesimo caso di smaltimento illecito dei rifiuti nella nostra provincia”.

Lo rende noto il parlamentare 5 Stelle Massimiliano Bernini che spiega: ”Di recente la vicenda è stata riportata alla ribalta anche da un interessante convegno organizzato dall’Associazione ”Facciamo per Cambiare” che ha coinvolto la società civile ed esperti. Purtroppo al momento la situazione è di stallo, per cui non vi è attività di bonifica ed i cittadini hanno mostrato allarme soprattutto per la possibilità di inquinamento delle falde acquifere, per il quale sono state sollecitate tutte le autorità locali competenti compresa la prefettura.

Preoccupanti le dichiarazioni del Vice Prefetto di Viterbo Salvatore Grillo audito lo scorso febbraio dalla Commissione Parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, secondo il quale ‘nel comune di Orte è presente un ex-fornace di laterizi, nella quale prima del 2004 sono stati stoccati 7.000 metri quadrati di rifiuti speciali destinati a diventare composto per miscelazione con materia prima per un impasto. In seguito è stato accertato che questi rifiuti contenevano metalli pesanti in concentrazioni superiori e, quindi, è stato avviato il procedimento di bonifica a carico del Centro Laterizi Nazionale, che si è interrotto nel 2009 perché la società non ha fornito la documentazione richiesta in sede di conferenza di servizi, impedendo di fatto il prosieguo dell’attività di bonifica del sito”.

Come spesso accade in questi casi, il danno e la beffa vanno a braccetto, così gli inquinatori spariscono impuniti ed i processi si prescrivono, mentre la collettività e le amministrazioni locali subiscono oltre all’offesa ambientale gravosi oneri economici per le caratterizzazioni e le bonifiche, un dato sempre meno accettabile, ma che a oggi sembra non trovare soluzione.

Speriamo – conclude il 5Stelle della Tuscia – di ottenere da parte del Ministro una risposta soddisfacente e l’impegno a far rispettare il principio ”chi inquina paga”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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