Ex Fiera, Frontini: "Michelini dovrebbe andare in Prefettura e rovesciare i tavoli"
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Campo all'ex Fiera, opposizione su tutte le furie. Michelini nel mirino. Chiara Frontini (Viterbo2020): “Michelini dovrebbe andare in Prefettura e rovesciare i tavoli”.

Campo all’ex Fiera, opposizione su tutte le furie. Michelini nel mirino. Chiara Frontini (Viterbo2020): “Michelini dovrebbe andare in Prefettura e rovesciare i tavoli”.

All’improvviso sono arrivati trenta rifugiati nel campo allestito all’ex Fiera di Viterbo. Il tutto all’insaputa del sindaco Michelini. Che ne pensa?

“Secondo voi è normale che Michelini dica di non sapere nulla? E’ già la seconda volta, è già accaduto sulla struttura di via Emilio Bianchi. Anche in quel caso disse che non ne sapeva nulla. E’ il responsabile della sicurezza cittadina e non ci sono giustificazioni. Un sindaco trattato così dovrebbe andare in Prefettura e rovesciare il tavolo. Nel momento in cui sul tuo territorio arrivano immigrati in un campo profughi di quel tipo il primo cittadino non può non sapere. Allucinante. Come allucinante è lo stesso comportamento della Prefettura. Il viceprefetto Grillo è venuto venerdì mattina dicendo che quel campo era stato realizzato solo per emergenza e invece martedì mattina ce lo siamo trovati operativo.

Forse pensa che lui è lui e gli altri non sono nessuno. Lui è un burocrate e noi che rappresentiamo i cittadini non possiamo tollerare di essere presi in giro così. Meritiamo rispetto, chi non rispetta noi non rispetta la cittadinanza”.

Non contate nulla davvero?

“Faremo tutto quello che è in nostro potere per far sentire la nostra voce. La Prefettura è l’ente preposto per gestire queste situazioni. C’è da dire che in amministrazioni dove il sindaco ha avuto gli attributi certe posizioni della Prefettura non si sono concretizzate. C’è stato chi ha sbarrato strade, organizzato assemblee. Altri sindaci hanno fatto sentire la loro voce. Michelini no”.

Non sapeva nulla, poverino …

“Non può essere giustificazione. Ammesso che non sapesse due minuti dopo doveva recarsi sul posto, poi andare in Prefetttura e rovesciare il tavolo. Non è tollerabile che non fai niente. Poi si dà la sensazione che i consiglieri non rappresentino nulla. Se il sindaco non ha polso per far sentire la sua voce che può fare un consigliere d’opposizione?”.

La Prefettura ha sbagliato?

“Dopo il caso di via Emilio Bianchi c’è stato un vertice della Prefettura dove è stato garantito che il sistema sarebbe cambiato e le decisioni concertate. Parole al vento. Il prefetto ora cambierà …
Diciamo che è stato un prefetto molto parziale nelle scelte. Non è stato garante ed è molto grave. Ci sono stati diversi problemi in questi anni. Non ci hanno dato neanche accesso agli atti su questa vicenda del campo all’ex Fiera. A Viterbo c’è stato un cortocircuito istituzionale”.

Perché?

“Incompetenza o malafede. Non c’è una terza via. Non so quale delle due augurarmi. Sul campo dell’ex Fiera inoltre gli accolti sono stati spostati da altre strutture. Venerdì ci hanno raccontato che sarebbe stato utilizzato per emergenza. Se li sposti da strutture che già li accoglievano non c’è emergenza. Stai ridistribuendo semplicemente.

Chi gestisce il tutto ha vinto un appalto pubblico che sono certa sia pienamente regolare. Si tratta di una cooperativa che gestisce altre situazioni in provincia di Viterbo. Gestiscono circa 500 immigrati nel territorio della provincia. Dei professionisti dell’accoglienza, anche se il campo dell’ex Fiera non mi sembra proprio un modello di accoglienza eccellente. Possiamo soltanto combattere. La struttura può esistere solo come temporanea perché non ha caratteristiche per essere permanente. Al massimo 90 giorni che scadono il 15 di marzo, quindi presto dovranno andare via. Chi paga la spesa del trasporto? Sempre Pantalone. E ci vengono a dire che tanto non sono soldi del Comune, siamo all’assurdo. Non sappiamo poi neanche quanti soldi sono stati spesi. Magari la questione può diventare d’interesse della stampa nazionale. Questa storia continuerà e farà di tutto per contrastare questa situazione. Quanto accaduto non è accettabile”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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