
Per gli ex lavoratori di Esattorie Spa il Consiglio comunale apre uno spiraglio, che potrebbe chiudersi velocemente dopo il salvataggio di pochi, al massimo 8. Questo pomeriggio la riunione a Palazzo dei Priori è filata liscia con maggioranza e opposizione decise a portare avanti la discussione sul punto e dare l’indirizzo di individuare una azienda che potesse garantire il servizio di riscossione dei tributi e riassorbire una quota dei 38 lavoratori. E così è stato fatto dopo mesi in cui la pratica si era impantanata.
Tecnicismi a parte il Comune di Viterbo ha deciso di destinare 300mila euro all’anno per due anni per questo servizio. Una quota che secondo l’amministrazione potrebbe portare all’assunzione di 8 dei 38 lavoratori. Meglio di niente, anche se, il ritardo nell’approvazione della pratica potrebbe aver fatto perdere il treno delle agevolazioni per le assunzioni nel 2015 e quindi quella quota di lavoratori, già pochi, potrebbe ridursi.
Maggioranza e opposizione per dare qualche speranza in più hanno anche dato l’indirizzo di inserire la branca della riscossione coattiva, anche se ancora non ci sono le norme che lo permettono. Una mossa che, qualora la situazione si sbloccasse, potrebbe far aumentare la quota di ex-Esattorie da assumere. Nella delibera infatti viene decisa anche una clausola di salvaguardia per una sorte di prelazione per i lavoratori rimasti a casa in seguito al fallimento di Esattorie Spa. La votazione è stata chiusa con tutti i voti favorevoli.


















