
IL PUNTO DI VISTA – Qualcuno ha detto che l’edificio della ex Banca d’Italia non è adatto come Hotel a cinquestelle, con motivazioni oggettivamente discutibili. Qualcun altro riderà a crepapelle all’idea di farne una succursale del Museo Egizio di Torino, con motivazioni altrettanto discutibili, perché la proposta del direttore Pomi è tutt’altro che peregrina, considerando la vicinanza di Roma (purché in auto) e il crocierismo di Civitavecchia. Tra l’altro, la continuità culturale tra egizi ed etruschi potrebbe essere persino migliore di quella tra egizi e greci…
Quel che può inquietare è l’idea diffusa di fare dell’edificio di via Marconi l’ennesima sede di associazioni e istituzioni culturali. Proposta che è stata già fatta per l’ex Ospedale di Piazza S. Lorenzo, per l’ex Caserma di Piazza della Rocca, per l’ex Tribunale, persino per le Scuderie di Sallupara e per l’ex Palazzo Calabresi, l’ex Cinema Nazionale, l’ex Cinema Genio, l’edificio in fondo a via S.Pietro, ecc., ecc., ecc. Sembra che ci sia una folla di istituzioni e associazioni che premono per avere un loro spazio; saranno loro a far decollare Viterbo sul piano economico?
Sarà bene ricordare che lo sviluppo di Viterbo (e della Tuscia) passa per il turismo e per iniziative di richiamo territoriale di ampio respiro, compresi i centri commerciali. Turismo significa sicuramente attrattività ambientale, storica, artistica, architettonica, culturale, ma anche folcloristica, salutistica, sportiva, enogastronomica, modaiola (cioè fondata sull’irrazionale, sull’imitazione, sullo spettacolare, sul consumismo) e infrastrutturale.
Viterbo ha bisogno di ricettività prolungata di qualità, il prolungamento va legato non solo ai luoghi e agli eventi ma soprattutto all’offerta termale e per creare attrazione internazionale ha bisogno di interlocutori e operatori internazionali. E se vogliamo dare ancora un senso al centro storico occorre riempirlo di turismo stanziale sette giorni su sette e dodici mesi all’anno. Altro che sedi per associazioni (che di spazio possono averne a iosa altrove) e per uffici comunali (che tra dieci anni saranno tutte operazioni online e in smart working).
Qualche idea? In ordine di priorità: A) NARRAZIONE (rafforzare e inventare i motivi di attrazione turistica del territorio); B) TERMALISMO (fare un bilancio definitivo sul piano geotermico delle potenzialità e quindi dell’offerta termale del territorio, distribuendola in proporzione e allentando i vincoli ambientali in eccesso; C) OFFERTA ALBERGHIERA DI QUALITA’ (offrendo spazi di qualità nel centro storico all’imprenditoria alberghiera internazionale); CENTRO STORICO (valorizzandone al massimo la fruibilità).
Certo, se il romanocentrismo ci porta solo sopralluoghi per centrali e depositi di scorie nucleari, strade vecchie, immondizia regionale, ferrovie precarie, lente e monobinario, aeroporti di piccolo cabotaggio civile, programmi culturali di seconda o terza scelta preconfezionati alla Pisana, tutto diventa più difficile.
La classe politica c’è, per accordarsi su questi obbiettivi? Le risorse, non solo economiche, ma politiche, professionali e culturali, insomma umane, ci sono? L’Università, invece di essere una Torre d’Avorio che guarda altrove, è in grado di fornire sapere a riguardo?
Se le risposte a queste domande sono positive, è ora di darsi da fare “tutti di un sentimento”. Se non ci sono, risparmiamoci i sogni e facciamo le nostre vacanze in Toscana, in Romagna, in Puglia o tra i sassi (minuscolo) di Matera, accontentandoci per Viterbo di un turismo sostanzialmente fagottaro.


















