"Evviva San Michele Arcangelo", la suggestiva fiaccolata nella Valle del borgo sospeso



Un fiume di luce che ha unito l'antica porta del borgo alle campagne, fino a riunirsi ai piedi della statua bellissima che rappresenta l'Angelo del Signore.
VITORCHIANO – Il popolo di Vitorchiano festeggia il suo santo patrono Michele Arcangelo. L’8 maggio uno dei momenti più toccanti: la fiaccolata in notturna fino alla chiesa custodita nella valle del borgo sospeso.
Un fiume di luce che ha unito l’antica porta del borgo alle campagne, fino a riunirsi ai piedi della statua bellissima che rappresenta l’Angelo del Signore. Un momento toccante per la comunità, che apre i festeggiamenti (anche questi degni di rilievo) per il patrono. Infatti in questa fiaccolata i vitorchianesi ricordano chi non c’è più e in qualche modo lo fanno rivivere con lui, lo fai tornare a San Michele come loro fanno ogni anno nel pomeriggio del sabato per la tradizionale “poggiata”.

Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi






















