Eventi in centro - C'è chi è danneggiato. Commerciante invita Michelini a correggere il tiro
viterbo
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Il centro storico ha bisogno di eventi e iniziative per uscire dalla moria in cui si trova. Ma bisogna fare attenzione perché non basta solo portare gente. Un commerciante pone una riflessione interessante per gli attuali amministratori di Palazzo dei Priori.

Centro storico, che fare? Dopo la due giorni di Expo Fest la città si specchia, si annusa, riflette. C’è stata gente in centro, tanta gente. E con un evento simpatico, ben fatto e tutto sommato piuttosto piccolo. Un buon segnale. Manna dal cielo, ma il tiro va corretto.

E proprio perché siamo convinti che l’organizzazione di iniziative, anche piccole, rappresenta la strada per riportare la vita dentro le mura non ci sentiamo di dare spazio a critiche superficiali e sterili. Ma ci sono anche riflessioni costruttive, perché quando si fa qualsiasi cosa non si indovina tutto e allora è bene ascoltare.

Una di queste riflessioni interessanti e intelligenti ce l’ha regalata un lettore de La Fune, che ringraziamo. E’ un commerciante del centro, uno che quindi vive sulla propria pelle quello che accade. Per questo abbiamo voluto dargli voce. Ecco il suo pensiero: “Il 25 e il 26 aprile noi siamo stati aperti, ma per chi? Non ci sembra assolutamente giusto che il Comune organizzi manifestazioni dove si possono acquistare i prodotti tipici e dopo si può mangiare in piazza per un week end intero. Noi aspettiamo il fine settimana per lavorare un po’ e in questo week end non abbiamo visto clienti. Sta andando peggio dei più freddi fine settimana invernali, solo che in giro c’è un sacco di gente. Nelle altre città funziona così o c’è più rispetto e considerazione per le attività che pagano affitti e tasse? La prossima volta chiuderemo e andremo al mare, visto che quando è festa siamo sempre aperti. Glielo dite voi a Barelli e Michelini che non è questa la strada?”.

A chi amministra Viterbo chiediamo di prendere in considerazione queste parole. Le riteniamo utili per costruire la città di tutti, più felice e più produttiva.

 

 

 

Immagine presa dalla webcam di www.meteoviterbo.it

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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