
VITERBO – C’è un abuso che si consuma, da anni, sotto gli occhi indifferenti di tutti. Si compie ogni giorno a Valle Faul, polmone verde del centro storico e privato della sua funzione di luogo di incontro, svago e aggregazione. Dopo la riqualificazione del piano plus, opera per cui va sinceramente ringraziato l’ex sindaco Giulio Marini (quella è stata una visione vera di città), lo spazio di Faul è stato snaturato. Tutto in nome del “santo parcheggio”, che sembra essere l’unica cosa che conta per il viterbese maledettamente medio.
L’area riqualificata con alberi, sedute, una fontana e del verde è stata svilita a parcheggio, per di più gratuito quando sopra c’è quello a pagamento gestito dalla società comunale Francigena. Una sorta di “danno erariale” direbbero quelli bravi a forzare la mano. Ammazzare gli incassi comunali in nome della sosta free. Tra gli applausi dei portatori di interessi privati come certi gestori di B&B che anziché lavorare sul mercato e costruire soluzioni per i propri clienti hanno imparato la strada della lamentela a mezzo social e del lancio del discredito verso chi amministra nella convinzione di potere forzare la mano così.
Palazzo dei Priori sta affrontando il fattaccio di un’area verde e svago rubata alla città nel nome del gettonatissimo bisogno di parcheggiare e ha deciso di riportare i concerti e gli eventi nello spazio che, non dimentichiamolo, ospitò anche l’ultima venuta del papa a Viterbo. Così la tre giorni di Santa Rosa, con circa 8 giorni di divieto di “distruggere” quel luogo nel nome del “santissimo parcheggio”, sta generando orde di polemiche. “Prima i parcheggianti” sembra essere lo slogan ufficiale, in una città dove almeno per Santa Rosa chi abita nei quartieri intorno alla cinta muraria potrebbe pure farlo qualche passo a piedi senza avventurarsi alla caccia del parcheggio comodo, quello vista palazzo papale of course.


















