Evaso dal carcere e fuggito in Polonia: estradato e rimpatriato dalla Polizia a Viterbo
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L’uomo, dopo essersi reso protagonista di un'evasione dal carcere di Trieste, aveva cercato rifugio in Polonia. Un tentativo di fuga stroncato sul nascere grazie alla cooperazione internazionale e alla diramazione di un mandato di arresto europeo, che aveva permesso alle autorità polacche di rintracciarlo e disporne l'estradizione in Italia.

VITERBO – Dalla fuga in Europa al rimpatrio coatto. Gli uomini della Polizia di Stato della Questura di Viterbo hanno eseguito l’espulsione e il rimpatrio di un cittadino extracomunitario di trentadue anni, con un curriculum criminale fitto di precedenti, che si trovava detenuto nella locale Casa circondariale.

L’uomo, dopo essersi reso protagonista di un’evasione dal carcere di Trieste, aveva cercato rifugio in Polonia. Un tentativo di fuga stroncato sul nascere grazie alla cooperazione internazionale e alla diramazione di un mandato di arresto europeo, che aveva permesso alle autorità polacche di rintracciarlo e disporne l’estradizione in Italia.

Preso in carico dagli investigatori viterbesi, per il trentaduenne si sono aperte le porte del rimpatrio: destinatario di una misura alternativa alla pena consistente nell’espulsione dal territorio nazionale, è stato accompagnato direttamente alla frontiera sotto la stretta scorta dei poliziotti dell’Ufficio Immigrazione della Questura.

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Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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