Europee: Nicola Zingaretti alle prese con i rifiuti delle candidature
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ROMA – La compilazione delle liste sta dando non poche difficoltà al neo segretario Zingaretti che deve fare i conti con rifiuti eccellenti. Minniti, Annunziata, Bonino dicono no. Forse il brand Pd non ha più l’appeal di una volta?

ROMA – Nicola Zingaretti ha cominciato a muoversi per le prossime europee ma il brand Pd sembra non avere l’appeal di un tempo, tantomeno dopo la rottamazione di Matteo Renzi e così il nuovo segretario si è trovato a fronteggiare una serie di rifiuti, più o meno illustri, che forse non aveva messo in conto.

Le difficoltà riguardano il capolista per la circoscrizione Sud per cui Zingaretti ha inanellato una serie di “No grazie” ad iniziare da Lucia Annunziata, la direttrice dell’Huffington Post, che non vuole lasciare la guida del giornale.

Tuttavia anche l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti ha rifiutato, in compagnia anche di Ilaria Cucchi. Stessa sorte per il nome di Roberto Saviano, l’autore di Gomorra.

Se a questo si sommano i rifiuti che il presidente della Regione Lazio ha ricevuto sul fronte delle alleanze politiche da Emma Bonino ( + Europa) e da Federico Pizzarotti (Italia in Comune) che invece si stanno alleando tra loro, si evince che queste europpe non saranno una passeggiata per il PD, a dispetto dei sondaggi che lo danno in grande ripresa.

In realtà, Zingaretti si trova a gestire una difficile transizione tra il Pd renziano e un Pd che proprio nuovo non è, anzi si tratta di un ritorno al passato e in questa ottica vanno visti i tentativi con i fuoriusciti Pierluigi Bersani, Roberto Speranza e Massimo D’Alema.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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