Europee, FdI: “Procaccini può rappresentare la nostra voce”
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VITERBO - “Ho chiesto alla presidente Meloni di poter rappresentare l’Italia in un territorio più grande, come quello europeo che per la nostra nazione ha da sempre rappresentato solo negatività. In Europa l’Italia è stata sin dall’inizio criticata e sbeffeggiata, beneficiando raramente dei finanziamenti e delle opportunità offerte dall’Unione".

VITERBO – Elezioni Europee: a Viterbo arriva il candidato di Fratelli d’Italia nella Circoscrizione 3 Lazio –
Toscana – Umbria – Marche, Nicola Procaccini.

L’occasione è stata l’inaugurazione di San Pellegrino in Fiore che il sindaco di Terracina ha visitato insieme al deputato Mauro Rotelli, dimostrando tutto il suo entusiasmo per un’iniziativa in grado di rappresentare un’ottima spinta per l’incremento turistico di una città che conosce molto bene da tanti anni.

Al termine della visita nel centro storico, Procaccini ha incontrato la stampa, delineando obiettivi e finalità della sua candidatura insieme al deputato Rotelli, al capogruppo in Provincia, Gianluca Grancini, al capogruppo in Comune Paolo Bianchini e al coordinatore provinciale Massimo Giampieri.

Quarantatre anni, giornalista e profondamente amante della politica, Procaccini è tra i rappresentanti “storici” di Fratelli d’Italia, partito nel quale è presente sin dalla sua fondazione. Sin dai tempi della scuola militante della destra italiana, ha ricoperto anche l’incarico di portavoce di Giorgia Meloni e, dal 2011, è sindaco di Terracina.

“Ho chiesto alla presidente Meloni di poter rappresentare l’Italia in un territorio più grande, come quello europeo che per la nostra nazione ha da sempre rappresentato solo negatività. In Europa l’Italia è stata sin dall’inizio criticata e sbeffeggiata, beneficiando raramente dei finanziamenti e delle opportunità offerte dall’Unione.

Fratelli d’Italia ha deciso di dire basta a questa “sudditanza”: è ora di ripristinare il sovranismo nazionale creando un’Europa che oggi non c’è: un insieme di stati dove ognuno può dire la sua ed autodeterminarsi, collaborando poi nelle decisioni più importanti, come, ad esempio, la politica estera.

Il nostro obiettivo non è cancellare l’Europa, ma cambiare la considerazione dell’Italia al suo interno. La nostra nazione deve poter usufruire, come gli altri, di benefici e rispetto. Noi vogliamo “Cambiare l’Europa per cambiare l’Italia”, riportare al centro le nostre eccellenze, il turismo e le produzioni agroalimentari, a partire da quelle della nostra provincia. Solo in questo modo potremmo usufruire delle tante opportunità che l’Europa è in grado di
offrirci.”

Un pensiero condiviso e supportato anche dal deputato Rotelli, l’ “amico di una vita”, che conclude: “Procaccini può essere finalmente la nostra voce in Europa, la persona in grado di rappresentare istanze e necessità del territorio. La speranza di trecentomila persone che sperano di veder concretizzarsi i progetti di una vita”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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