Eureka! L'ascensore di Valle Faul in funzione da stamattina alle 8 (ma solo quello verso il Sacrario)
Valle-Faul
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Sveglia e caffè, barba e bidè, svelto che perdo l'ascensore. Se Fantozzi fosse stato scritto in questi tempi contemporanei la mitica canzoncina intonata dal ragioniere avrebbe suonato con quest'ultima modifica finale.

Sveglia e caffè, barba e bidè, svelto che perdo l’ascensore. Se Fantozzi fosse stato scritto in questi tempi contemporanei la mitica canzoncina intonata dal ragioniere avrebbe suonato con quest’ultima modifica finale. E Viterbo avrebbe potuto sognare un ritorno sulla scena come città di cinema, fungendo da ambientazione.

L’epopea dell’ascensore di Valle Faul finisce qui, alle ore 8 di un banale giovedì primo settembre. Ma solo per metà. Infatti se inizierà il proprio lavoro l’elevatore sulla tratta Valle Faul-Sacrario continua a rimanere all’angolo quello più atteso che collega con piazza del duomo. Dopo l’inaugurazione dello scorso dicembre Palazzo dei Priori ha tutte le carte in regola per disporre l’apertura e l’inizio del funzionamento di un solo ascensore. A dare l’annuncio l’assessore ai Lavori Pubblici Alvaro Ricci: ”L’ascensore entrerà in funzione domani 1 settembre e sarà a disposizione di cittadini e turisti tutti i giorni dalle 7 e 30 alle 20 e30. Per questi giorni di festa faremo in modo di prolungare l’orario del funzionamento.

Per quanto riguarda la coppia di ascensori che collegano la Valle di Faul al Colle del Duomo bisogna pazientare ancora qualche giorno. Sono previsti i lavori per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Nel mentre si sta provvedendo a ultimare quei modesti adeguamenti tecnici richiesti durante il sopralluogo per il rilascio della licenza di esercizio”.

Un bel cinema, degno di una città “fantozziana”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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