Etruschi, Ulisse di Alberto Angela racconta all'Italia la bellezza della Tuscia
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Un grande spot in prima serata su Rai Uno per buona parte del territorio del Viterbese. Questa la puntata di 'Ulisse, il piacere della scoperta' condotta da Alberto Angela ieri. 

Un grande spot in prima serata su Rai Uno per buona parte del territorio del Viterbese. Questa la puntata di ‘Ulisse, il piacere della scoperta’ condotta da Alberto Angela ieri. 

Il racconto inizia sorvolando la Maremma laziale, in particolare l’area archeologica di Vulci, a bordo di un elicottero del Comando carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale. Viene così fatta ammirare la vastità di uno dei più importanti insediamenti etruschi mai ritrovati e messa in evidenza l’importanza del lavoro degli uomini dell’Arma per preservare l’inestimabile patrimonio culturale italiano.

Poi a Vulci, assieme all’archeologo Carlo Casi – direttore scientifico del parco archeologico di Vulci – è stata mostrata l’apertura di una nuova tomba, risalente alla fine del VII secolo a.C., finora inviolata e fatti ammirare in anteprima gli oggetti in essa contenuti. Quindi il Museo etrusco di Vulci, dentro la Badia. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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