Estorsione e usura, in manette un pregiudicato e un ex agente della penitenziaria
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VITERBO – Facevano prestiti usurai alle vittime terrorizzandole per farsi restituire i soldi.

VITERBO – Facevano prestiti usurai alle vittime terrorizzandole per farsi restituire i soldi, in manette sono finiti un pregiudicato S.B. di 56anni e un ex agente di polizia penitenziaria A.F. di 38 anni. 

Quest’ultimo, oltre ad essere accusato di usura e estorsione continuate in concorso, è indagato anche per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. 

E’ invece accusato anche di esercizio abusivo del credito il 56enne che avrebbe minacciato un uomo di un comune della provincia per ottenere, con una serie di minacce, la restituzione di un prestito usuraio. L’inchiesta è scattata in seguito alla denuncia della vittima.

Al centro delle indagini somme complessivamente superiori ai 200mila euro. 

Nelle prossime ore il 56enne e il 38enne saranno entrambi sottoposti a interrogatorio di garanzia da parte del giudice per le indagini preliminari. 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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