Estasiarci/Frammenti arriva a Viterbo, tre serate a piazza della Polveriera
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VITERBO - Continua a Viterbo Estasiarci/Frammenti: da giovedì 24 settembre il festival di Arci Viterbo si sposta a Viterbo con tre serate a piazza della Polveriera (nel quartiere di Pianoscarano).

VITERBO – Continua a Viterbo Estasiarci/Frammenti: da giovedì 24 settembre il festival di Arci Viterbo si sposta a Viterbo con tre serate a piazza della Polveriera (nel quartiere di Pianoscarano).

Giovedì alle 21.00 il concerto, organizzato all’interno del progetto di
accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati SIPROIMI del Comune di
Viterbo, di Freedom of movement (Jabel Kanuteh, kora e Marco Zanotti, percussioni), il 25 settembre sarà la volta dello spettacolo teatrale La fisarmonica verde di Andrea Satta. La chiusura, sabato 26 settembre, è affidata a Don Pasta con il suo Artusi Remix, un progetto multimediale in cui si mescolano cucina, musica racconto popolare e immagini.

Estasiarci/Frammenti è un progetto di Arci Viterbo realizzato con il
contributo della Regione Lazio e il patrocinio del Comune di Viterbo.
L’evento è realizzato in collaborazione con Il Cosmonauta, Arci
Solidarietà Viterbo Onlus, La Poderosa, Lo Tsunami, Arci Servizio Civile
Viterbo, Nuove Cittadinanze Viterbo.

Programma e informazioni:

Estasiarci/Frammenti 2020

Programma
24 Settembre 2020 ore 21.00
Piazza della Polveriera, Viterbo
Freedom of movement
Jabel Kanuteh (kora), Marco Zanotti (percussioni)

Due anime musicali con due strumenti apparentemente così distanti, la kora e la batteria, si incontrano e si corrispondono in un dialogo musicale che parla di umanità, di tradizione e di speranza. Jabel Kanuteh è un griot
di Tambasansang (Gambia), suona la kora come vuole la tradizione centenaria del suo cognome e, tra le storie che racconta c’è anche la sua di migrante tra il Sahara, la Libia e il Mediterraneo. Marco Zanotti, è un visionario percussionista romagnolo già direttore della Classica Orchestra Afrobeat e di Cucoma Combo, oltre che traduttore della biografia di Fela Kuti e instancabile agitatore culturale. “Freedom of Movement” è il titolo del loro primo album insieme, registrato nell’inverno del 2019 con la partecipazione di Paolo Angeli come ospite speciale.

Libertà di movimento significa essere liberi di attraversare confini e frontiere. E Jabel e Marco lo fanno con la musica, attraverso un approccio spontaneo, organico e imprevedibilmente vitale. La serata è organizzata all’interno del progetto di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati SIPROIMI di Viterbo.

25 Settembre 2020 ore 21.00
Piazza della Polveriera, Viterbo
La fisarmonica verde
spettacolo teatrale di Andrea Satta e con Angelo Pelini , regia
di Ulderico Pesce

La fisarmonica verde è il racconto di Gavino Esse, un reduce del campo di concentramento tedesco di Lengenfeld, la cui storia è narrata attraverso gli occhi del figlio Andrea. Dopo la morte del padre, è lui a ricostruire gli eventi della sua vita, a partire da alcuni oggetti ritrovati: un cappottone, una fisarmonica verde e un documento, firmato dal padre e da altri internati politici. È la denuncia di una vera e propria strage commessa da Joseph Hartmann quando, il 14 aprile 1945, chiuse in una baracca di legno un centinaio di prigionieri per dargli fuoco, sparando a quanti
tentarono di scappare dalle fiamme. Dal documento inizia il viaggio di Andrea, che diventerà il viaggio verso le atrocità di questa pagina della nostra storia. “Questa è una storia vera, la storia di un uomo normale, mica un eroe. Uno che partì in guerra perché si doveva partire e che tornò anche se era difficile tornare e, tra andare e svenire, ingoiò momenti di tragedia assoluta e sputò straordinario coraggio. Era mio padre”.

26 Settembre 2020 ore 21.00
Piazza della Polveriera, Viterbo
Artusi Remix, spettacolo di cucina e musica di e con DON PASTA “Se hai un problema… aggiungi olio”, questo è il motto di Don pasta, cuoco poeta, ecologista e stralunato. Artusi Remix è il suo progetto multimediale in cui si mescolano cucina, musica, racconto popolare e immagini, per uno spettacolo a 360° tra il teatro contemporaneo, le favole di un vecchio cantastorie e le disavventure di un cuoco maldestro.

Tutti i sensi sono chiamati in causa: vista, gusto, olfatto, tatto, udito. Ogni testo, ogni parola, ha un controcanto nei suoni che dalla cucina raggiungono la musica ispirando le melodie. La musica, rigorosamente dal vivo, suona verso i fornelli e i fornelli la ripagano della stessa moneta.

Don Pasta, con Artusi Remix, vuole raccontare la cucina italiana del nuovo millennio ed i suoi mutamenti in un progetto multimediale che vede interagire sul palco cucina dal vivo, narrazione teatrale, live music ed immagini filmiche. Questo il senso del nuovo progetto di Don Pasta, “uno dei più inventivi attivisti del cibo” secondo il “New York Times”, che con Artusi Remix si concentra sull’intero patrimonio culinario popolare italiano, in un concentrato di rappresentazioni simboliche e memorie raccolte nel suo lungo viaggio fatto in tutta Italia.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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