Esposte agli Uffizi le opere dello scultore viterbese Pio Fedi
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Dal 25 Novembre fino al 10 Marzo, le opere dello scultore viterbese Pio Fedi saranno in mostra alla galleria degli Uffizi di Firenze, nella sala del Camino

FIRENZE- Dal 25 Novembre fino al 10 Marzo, le opere dello scultore viterbese Pio Fedi saranno in mostra alla galleria degli Uffizi di Firenze, nella sala del Camino.

“Intorno al Ratto di Polissena. Pio Fedi scultore classico negli anni di Firenze capitale”. È il titolo dell’esposizione, curata da Simonella Condemi ed Elena Marconi, presso la galleria degli Uffizi. Nella sala del Camino saranno esposti bozzetti in argilla e alcuni disegni preparatori, a ricostruire le tappe del percorso per giungere alla redazione finale del Ratto di Polissena, destinato a decretare la gloria di Pio Fedi in Italia e all’estero.

La fama di Pio Fedi è legata, oltre che al Ratto di Polissena, alla figura della Libertà Raggiata per il monumento funebre a Giovanni Battista Niccolini nella basilica di santa Croce, che ispirò lo scultore francese Frédéric Auguste Bartholdi per la statua della Libertà, simbolo di New York. Scultore nato a Viterbo oltre 200 anni fa, Pio Fedi si forma a Firenze, all’Accademia delle Belle Arti. Il suo lavoro più celebre è “Il ratto di Polissena” esposto nella loggia della Signoria. 

A Viterbo Fedi ricostruisce i leoni della fontana di piazza delle Erbe: è il 1876. L’artista muore nel capoluogo toscano nel 1892 ed è sepolto nel cimitero monumentale dell’Antella, in provincia di Firenze.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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