Esercito, i marescialli viterbesi protagonisti dell’esercitazione “Devil’s fork”
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VITERBO - L'attività ha chiuso il corso finalizzato alla formazione avanzata del personale da abilitare a operare nelle diverse branche funzionali dei comandi.

VITERBO – Si è concluso lo scorso venerdì il corso di branca per i marescialli appartenenti alla specializzazione comando, finalizzato alla formazione avanzata del personale da abilitare a operare nelle diverse branche funzionali dei comandi di livello brigata e superiore.

Il percorso formativo, al via lo scorso 4 febbraio, è stato articolato in quattro fasi: formazione a distanza (quattro settimane destinate all’acquisizione dei principi generali delle materie oggetto di approfondimento durante la successiva fase basica), basica (quattro settimane, finalizzate all’approfondimento della conoscenza di base degli strumenti dottrinali, procedurali e gestionali da impiegare a livello comando brigata e grande unità, tanto in contesti addestrativi quanto operativi), specialistica (cinque settimane, per l’acquisizione delle conoscenze relative alla specifica branca funzionale) e, infine, la quarta, di una settimana, dedicata allo svolgimento di un’esercitazione volta a verificare le conoscenze acquisite durante le precedenti fasi formative.

L’esercitazione “Devil’s fork” è stata organizzata e condotta in sinergia con la brigata Sassari, che ha fornito un team di istruttori tratti dal 152esimo reggimento fanteria Sassari e dal costituendo reggimento logistico. I marescialli hanno avuto modo di affinare la preparazione tecnico-professionale acquisita attraverso l’applicazione del processo di pianificazione quale metodo di riferimento per la risoluzione di un problema operativo. I fattori di maggior successo sono stati la sincronizzazione all’interno dello staff tra le varie aree funzionali e la capacità di pianificazione in termini di qualità, tempo ed efficacia. Il tutto grazie al consolidamento della forma mentis, in termini di metodi e procedure, necessaria per operare nell’ambito di in uno staff professionalmente preparato.

La scuola sottufficiali dell’esercito ha il compito primario di formare marescialli comandanti di plotone e marescialli con specializzazione sanità, che posseggano un’adeguata preparazione tecnico-professionale e un bagaglio culturale appropriato al ruolo. Nell’istituto, inoltre, sono svolti il corso per sottufficiale di corpo, finalizzato a fornire i principali strumenti per assolvere le mansioni connesse con lo specifico incarico uniformando le conoscenze su tematiche etico-morali e tecnico-professionali, e il corso di branca, volto alla formazione avanzata del personale da abilitare a operare nelle diverse branche funzionali dei comandi di livello brigata e superiore.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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