Serra: “Esci dal consiglio comunale ma non lasci la politica, tantomeno Viterbo e i viterbesi”
Francesco Serra
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VITERBO - Il consigliere Francesco Serra saluta Patrizia Frittelli che si è dimessa da consigliere comunale.

VITERBO – Dopo le dimissioni da consigliere comunale di Patrizia Frittelli tanti compagni di viaggio hanno sentito il bisogno e l’opportunità di rendere pubblico un pensiero di apprezzamento per l’impegno di questa viterbese straordinaria. Tra questi Francesco Serra che le ha voluto indirizzare un messaggio pubblico.

“Cara Patrizia, oggi che esci dal consiglio comunale permettimi di omaggiarti di poche parole che spero ti faranno piacere e credo che faranno piacere a molti concittadini a cominciare da chi ha voluto riportarti due anni fa di nuovo in consiglio comunale nella nostra città. Non parlerò da capogruppo – così Francesco Serra – 

Non starò qui a lodare le tue capacità professionali, sarebbe banale e scontato, lo sanno tutti.

Non starò qui a ricordare quello che abbiamo fatto insieme la scorsa consiliatura e neanche quello che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto.

In molte occasioni, discretamente come sei solita, spesso al telefono, hai smussato, moderato, consigliato con la tua vivacissima intelligenza me e gli altri facendo sempre la parte di quella distante dalla politica, ma che in molte occasioni hai dimostrato di saperla fare eccome.

Non devo raccontare a tutti l’apporto che hai fornito quando coraggiosamente ed anche incautamente abbiamo deciso di ricandidarci in una lista civica in una situazione politica nel centrosinistra che definirla complicata era un eufemismo.

E lo abbiamo fatto per scelta politica.

E non dimentico le tue parole in momenti di alta tensione “Se Francesco si candida, lo faccio anche io”.

Ti sei candidata sapendo che per te sarebbe stato difficile un impegno costante sul campo. Te ne sono grato.

Ma sappi che lo sapevano già i tuoi elettori e non ti hanno abbandonato. Questo per dirti che il travaglio e le preoccupazioni di questi ultimi tempi, nel decidere tempi e modi di abbandonare il consiglio comunale deve lasciare il campo ad una assoluta serenità.

Credo che come me pensi che la vita, è politica nel senso che oltre all’impegno professionale nessuno dovrebbe esimersi da un impegno sociale, civile o politico stesso nella propria città, nel proprio ambiente nel proprio mondo.

E a coloro che ti dicevano (a te come a me) ma perché non fai il medico e basta e ai quali tu educatamente rispondevi credo che, dentro ti te, sono certo, pensavi e pensi “eccone un altro che considera che la vita sia solamente farsi i fatti propri”.

Quindi esci dal consiglio comunale ma non lasci, perché è impossibile per una come te, né la politica né tantomeno Viterbo e i Viterbesi. Sarai con noi anche in futuro, quando e come ti sarà possibile, sempre dalla stessa parte e con i piedi ben piantati nel centrosinistra.

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
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