Vicenda Esattorie, Fondazione all'attacco: "Ciambella non dà risposte sui 38 lavoratori"
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"Cara Ciambella è convinta che rescindere il contratto con Esattorie spa e mandare a casa 38 lavoratori fosse l'unica soluzione?", così Fondazione.

”In merito alla situazione Esattorie SpA, dopo le tonanti affermazioni della Merkel di Vignanello, l’eclettica assessora Ciambella, vestendo i panni della Schäuble dei Monti Cimini, ricade nel logoro scaricabarile, nella triste litania del ‘guaio ereditato’, dimenticando pateticamente chi ha lavorato per il Comune per decenni, chi ha servito le amministrazioni varie veicolando milioni di euro nelle casse comunali; quei lavoratori, cara la nostra assessora, che volevano autonomamente organizzare il famoso convegno con Zanetti da lei impedito, argomento sul quale lei ed il sindaco Michelini scaltramente deflettete, ricorda?”.

E’ il direttivo comunale di FondAzione a prendere posizione contestando le posizioni espresse dall’assessore al bilancio Luisa Ciambella in consiglio comunale.

”Più volte – continua la nota – le è stato chiesto il perché, ma nessuna risposta. Non ha fatto una bella figura lo sa? E’ qui che dovrebbe chiedere scusa, è qui che non si trova proprio un paracadute e si perde l’amato consenso.

E’ proprio certa poi che rescindere il contratto (che fosse indispensabile fa sorridere) e mandare a casa quei 38 lavoratori fosse l’unica soluzione? E’ ancora sicura e proterva sul fatto che il ‘bando salvacoscienza’ sia l’unica soluzione? Pietoso l’esempio della società torinese in crisi e chiusa per trenta unità lavorative. Perché non fa l’esempio di quella Isernina? La stessa gente impiegata nella Ex esattorie spa che opera per ricollocare tutte le 70 unità in crisi. Ha sentito mai parlare di ATI (non è il celebre marchio di thè)? Si informi assessora, esca dalle mail rincuoranti mandate solo ad alcuni, esca da queste dinamiche dei colori e delle fazioni, ormai obsolete che non le stanno facendo fare proprio bella figura”.

”Infine – conclude FondAzione – visto che pensate ai nostri chioschi, trenta persone nella palestra a S.Barbara: tra quelli della giunta e giornalisti, quante erano in realtà? Questo teatrino #ancoramenzogne è una vuota propaganda”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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