Eroika, così al borgo di Bagnaia si rivive la cacciata dei terribili Lanzichenecchi
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Due giorni nel passato a Bagnaia. Al motto di "evviva la Pucciarella" il borgo viterbese rivive la gloriosa cacciata dei Lanzichenecchi. Alle 17,30 la rievocazione storica con l'uomo che ha lavorato per film come Robin Hood e King Arthur.

Due giornate per raccontare mille anni di storia di un popolo. Benvenuti a ‘Eroika, storia di una di noi’. Una festa Medioevale in costume che racconta, attraverso la rievocazione storicoa, l’attacco dei terribili Lanzichenecchi al borgo di Bagnaia. Ma anche la loro sconfitta clamorosa grazie al coraggio, e alla mira, di una donna bagnaiola. La mitica Pucciarella.

Un week end, quello di questo sabato 13 e domenica 14 dicembre, che promette di regalare un tuffo nel passato e tante emozioni. Un vero e proprio evento, capace di attirare anche visitatori da fuori, che coinvolge una delle realtà più suggestive del territorio di Viterbo. La parte antica della frazione viterbese, ex municipio, si immerge nel Rinascimento. Lo fa riportando in scena gli antichi mestieri, la musica, gli spettacoli dal vivo, le locande che i cibi e le bevande tipiche e rievocando le atmosfere di un tempo attraverso una serie di spettacoli dal vivo.

A ideare e realizzare il tutto la vulcanica Pro Loco Bagnaia 01031. Con un direttivo che nel giro di un anno ha saputo concretizzare molto. Al centro la qualità, con la direzione artistica di ‘Eroika’ affidata al bravo Francesco Cerra.

Per l’occasione è stato chiamato Ally McClelland. Un nome, una garanzia. Vanta infatti molti anni di esperienza nell’industria dell’intrattenimento e presenze importanti in film d’ambientazione medioevale: da King Arthur a Robin Hood.

Si tratta di un professionista riconosciuto a livello internazionale, che ha lavorato con i migliori stunt co-ordinator e registi per le maggiori produzioni cinematografiche e televisive e in innumerevoli live action show. E’ lui il curatore dell’assalto al castello, che va in scena questo pomeriggio alle 17,30.

Non mancheranno altri spettacoli, curati dalla Compagnia Tetraedro e le locande nelle quali immergersi per godere al meglio l’essenza di questa due giorni di festa.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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