Erinna in difficoltà, deve avere ancora 53mila euro da Comune e Provincia
violenza donne
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L'associazione Erinna rappresenta un luogo di frontiera nella provincia di Viterbo per il contrasto e la lotta alla violenza sulle donne. Ma nonostante l'importante attività le casse dell'associazione sono devastate dai ritardi nei pagamenti da parte di Comune di Viterbo e Provincia, ritardi che rischiano di portare al collasso il lavoro quotidiano che viene svolto.

Difficoltà di cassa per l’associazione Erinna. L’importante realtà locale, che si occupa di contrastare il triste fenomeno della violenza sulle donne e di fornire assistenza a chi si trova in difficoltà, non naviga in buone acque. Nonostante il suo lavoro di trincea, nella frontiera di un fenomeno tristemente attuale e vivo anche nella Tuscia, la realtà guidata dal presidente Anna Maghi e dalle sue volontarie è a rischio.

Mancano all’appello 53mila euro. 37mila già rendicontate per l’attività del 2012 dovrebbero arrivare dal Comune di Viterbo e 16mila, rendicontate per l’anno 2013, dalla Provincia. Inoltre a marzo scade il finanziamento del Dipartimento Pari Opportunità, soldi che fino a oggi hanno consentito, nonostante tutto, il proseguo delle attività del centro antiviolenza di via del Bottalone e della casa rifugio. 

Ogni anno Erinna monitora e interviene sul fenomeno della violenza alle donne. Centiniaia i colloqui effettuati, migliaia le telefonate prese in carico. Un punto di luce e d’efficienza su una tematica di grandissima e scottante attualità. Su un problema purtroppo ancora vivo ai nostri giorni. Non arrivano segnali incoraggianti neppure dalla Regione Lazio, nonostante le parole di un paio di mesi fa del governatore Nicola Zingaretti che ha promesso il raddoppio dei finanziamenti sul territorio per contrastare il fenomeno della violenza di genere.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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