Erbetti: “Questo è il momento della responsabilità. Non perdete la speranza perché uniti si vince”
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO – Abbiamo intervistato Massimo Erbetti, leader del Movimento Cinque Stelle e consigliere comunale per capire come sta vivendo questo periodo di riposo “forzato” e quali sono i suoi pensieri, le sue impressioni e riflessioni.

VITERBO – Abbiamo intervistato Massimo Erbetti, leader del Movimento Cinque Stelle e consigliere comunale per capire come sta vivendo questo periodo di riposo “forzato” e quali sono i suoi pensieri, le sue impressioni e riflessioni.

Consigliere come sta vivendo questo momento storico segnato dall’ emergenza Covid-19?

Cerco di vivere rispettando le regole fino in fondo, esco solo per andare a lavoro, sono uno di quelli che continua a lavorare in quanto rientro  nelle categorie essenziali. Per il resto non esco di casa e, se sono costretto a farlo, mantengo sempre la distanza di sicurezza, metto la mascherina, mi lavo spesso le mani…insomma quelle poche semplici regole che evitano il propagarsi del virus. Nel frattempo mi dedico con maggiore forza agli affetti, alla casa a me stesso.

 Se al momento della sua elezione le avessero detto che come amministratore avrebbe dovuto affrontare questa emergenza cosa gli avrebbe risposto?

Diciamo che se me lo avessero detto, a prescindere dalla mia elezione, avrei preso per pazzo chiunque facesse tali affermazioni. L’essere invece amministrazione, seppur di opposizione, in questo momento comporta un impegno in più, le persone mi contattano per avere delucidazioni sui decreti ministeriali, per sapere cosa possono fare e cosa no, come si accede ai contributi statali, purtroppo è un momento difficile e districarsi non è semplice. Cerco, inoltre, di fare proposte all’amministrazione per apportare il mio piccolo contributo alla comunità.

Parliamo un po’ di politica nazionale… Il presidente Conte, in numerosi sondaggi, è in testa alle classifiche di gradimento. Secondo lei è perché sta gestendo bene questa emergenza?

Nonostante alcune polemiche ritengo, e per il gradimento generale nei confronti del presidente Conte non credo di essere il solo, che l’Italia stia gestendo l’emergenza in modo egregio e ne è dimostrazione il fatto che molti altri paesi stanno utilizzando  la nostra stessa strategia per affrontare il virus. Forse molti non lo ricordano ma l’Italia è stato il primo paese a sospendere i voli da e per la Cina. Ritengo, inoltre, che il presidente Conte stia facendo ascoltare  la propria  voce anche in Europa e questo riscontra molto apprezzamento. Occorre  un’Europa diversa, più solidale, più unita e che metta in campo misure straordinarie che non possono certo essere quelle adottate nel  passato. Questo il governo lo sa e lo sa anche il Presidente della Repubblica, credo che per la prima volta nella storia italiana le più alte cariche dello stato siano così vicine, con gli stessi obiettivi e veramente dalla parte del popolo.

Quarantena da Covid-19. Un fermo-immagine della nostra vita o un momento di analisi e introspezione?

Un fermo immagine? Assolutamente no, questo tremendo periodo ci dà oltre, purtroppo, i numeri della catastrofe l’opportunità di rivedere le nostre vite, le nostre convinzioni, le nostre priorità. Molte domande dovrebbero porsele tutti coloro  che erano, ad esempio, per la privatizzazione totale dei servizi essenziali: questo dramma ha messo di fronte agli occhi di tutti quanto sia importante avere una sanità totalmente pubblica e la cui gestione  non sia demandata ai privati. Penso a tutti coloro  che si sono disinteressati alla sanità pubblica perché in possesso di  una polizza per la sanità privata e che, solo successivamente, hanno scoperto che il privato non gestisce le emergenze  e non ha ventilatori polmonari. La sanità, l’acqua, i trasporti, la scuola devono essere totalmente pubblici e ora in molti lo stanno, finalmente, comprendendo. In questi giorni rinchiusi in casa ci stiamo, inoltre, rendendo conto che quelli che fino a ieri rapprentavano  le nostre priorità, i nostri status, non servono più a nulla…a cosa serve una bella macchina se non puoi uscire? A cosa serve un vestito firmato, se nessuno puoi indossarlo? Dalle grandi difficoltà, alcune volte, derivano grandi opportunità, spero che da questo dramma in molti possano imparare  che non sono le scatole, gli involucri ad essere importanti, l’importante è il contenuto, l’importante siamo noi: gli esseri umani e la nostra salute.

Qual è la prima cosa che farà non appena avrà la possibilità di tornare ad uscire liberamente?

Non c’è una cosa in particolare che desidero, di certo c’è che ogni cosa che farò avrà un sapore diverso, totalmente diverso da quello che ha avuto in passato…immagino ad esempio un caffè preso al bar…quel caffè pur essendo fatto con gli stessi chicchi e assaporato durante delle chiacchiere con le stesse persone, avrà un sapore diverso…quello della libertà.

Un saluto ed un suo personale messaggio ai lettori de La Fune…

AI lettori della Fune, ma anche a tutte le altre persone dico di non vivere questo momento come una costrizione, come un obbligo, questo è il momento della responsabilità, mettete da parte le polemiche, gli insulti, mettete da parte la negatività, siate propositivi, c’è bisogno dell’aiuto di tutti, ognuno nel suo piccolo può fare molto e perdere tempo ed  energie solo per criticare è come sprecare e non darsi la possibilità di vivere in pieno questo periodo della nostra vita. Viviamo tutti con le stesse paure, con le stesse ansie, con gli stessi problemi, il virus fa paura a tutti e solo essendo uniti possiamo vincere questa battaglia. Solo essendo uniti possiamo uscirne più forti, più solidali e cosa più importante…più umani.

Grazie, un saluto, un abbraccio e non perdete la speranza, perché uniti si vince.

 

Gli Stati Generali La Fune
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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