Erbetti: “Per le strutture ricettive di Viterbo oltre al danno la beffa”
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VITERBO – Il leader del Movimento Cinque Stelle all’attacco dopo l’aumento della Tari sugli alloggi ad uso turistico.

VITERBO – Il leader del Movimento Cinque Stelle all’attacco dopo l’aumento della Tari sugli alloggi ad uso turistico. Questo il suo intervento: “In questi giorni stanno arrivando le cartelle di pagamento Tari anno 2020, da una semplice analisi si evince che il titolare di un Alloggio ad uso Turistico con un solo residente, ma che per effetto delle disposizioni del Comune di Viterbo deve pagare come se fossero residenti 6 persone, è aggravata di un aumento di circa il 7%, nonostante in consiglio comunale veniva ampiamente spiegato che l’aumento avrebbe riguardato solo i nuclei familiari da tre componenti in su. Oltre “al danno” dell’aumento, si aggiunge la beffa, visto che la tariffa da corrispondere non tiene in considerazione i mesi di inattività dovuti al lockdown di inizio anno ai quali si andranno ad aggiungere le settimane a venire.

Inoltre si tenga in considerazione che mentre per il Comune di Viterbo gli Alloggi ad uso Turistico sono considerati a tutti gli effetti una Struttura Ricettiva Extralberghiera con conseguenti oneri a carico, per la Regione Lazio e per lo Stato Italiano non lo sono, la conseguenza di questa discrepanza ha fatto si che gli alloggi ad uso turistico non hanno neanche potuto usufruire dell’aiuto di 600€ erogato dalla Regione Lazio.

Se è vero che le strutture ricettive non sono state obbligate alla chiusura ne ad inizio anno, ne dall’ultimo DPCM, i dati contabili in possesso dell’amministrazione comunale ( imposta di soggiorno versata) consentono di stabilire in modo preciso il quadro della situazione che dimostra zero presenze per il periodo in discussione.

Ancora una volta questa amministrazione sembra agire in modo distaccato dalla realtà che invece i suoi cittadini devono affrontare quotidianamente.

Dopo la retromarcia delle spese folli per il Natale è opportuno che si riveda anche questa folle richiesta di denari”.

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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