Erbetti (Movimento 5 Stelle): "Arena liberi Viterbo da questo assurdo immobilismo"
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VITERBO - "Vogliamo cominciare a lavorare per i viterbesi? Oppure vogliamo continuare a giocare al gioco della poltrona? Vogliamo mettere Viterbo in cima ai nostri pensieri?". Tre domande messe sul tavolo dal consigliere a Palazzo dei Priori dei Cinque Stelle Massimo Erbetti.

VITERBO – “Vogliamo cominciare a lavorare per i viterbesi? Oppure vogliamo continuare a giocare al gioco della poltrona? Vogliamo mettere Viterbo in cima ai nostri pensieri?”. Tre domande messe sul tavolo dal consigliere a Palazzo dei Priori dei Cinque Stelle Massimo Erbetti.

“Credo che questo increscioso spettacolo debba finire – continua il consigliere -, ieri poteva essere un incidente di percorso, l’inesperienza di molti consiglieri seduti per la prima volta nella sala consiliare unita alla voglia di ricoprire l’incarico di presidente della prima commissione, potevano aver giocato un brutto scherzo a questa maggioranza, ma se sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Oggi il copione si è ripetuto e ci siamo ritrovati a presiedere la seduta per l’elezione del presidente e vice della quinta commissione in un’aula dove i banchi della maggioranza erano desolatamente vuoti perché, sicuramente, non avevano raggiunto un accordo, questo è inammissibile, noi del M5S non lo accettiamo.
Basta! Cominciamo a lavorare per i cittadini perché essi non si meritano un simile affronto. Noi lo avevamo detto che le accozzaglie fatte solo per vincere, poi, non permettono di governare e si hanno le mani legate”.

“Ci appelliamo al sindaco Arena – conclude Erbetti – affinché prenda in mano la situazione e liberi Viterbo da
questo assurdo immobilismo e se non dovesse riuscirci ne tragga le dovute conclusioni”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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