Erbetti (M5S): "Fratelli d'Italia assesta una pugnalata alla schiena all'amministrazione Arena"
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VITERBO - Pugnalata di Fratelli d'Italia all'amministrazione Arena, Massimo Erbetti (M5S): "Faccio una profezia. E' tutto per ottenere un candidato sindaco meloniano a una prossima votazione in provincia".

VITERBO – Pugnalata di Fratelli d’Italia all’amministrazione Arena, Massimo Erbetti (M5S): “Faccio una profezia. E’ tutto per ottenere un candidato sindaco meloniano a una prossima votazione in provincia”.

“Questa è la maggioranza più compatta degli ultimi 20 anni. Qui non c’è Fioroni contro Panunzi o Gigli contro Gabbianelli e non c’è Santucci contro Arena. C’è una compattezza che raramente ho visto. C’è un dibattito, è vero, discutiamo tra noi, ma lo facciamo serenamente”.

Queste le dichiarazioni del consigliere Santucci nel consiglio comunale di ieri e come le profezie (sbagliate) di un novello Fassino, dopo pochi minuti, il capogruppo di Fratelli d’Italia Buzzi, chiede la sospensione del consiglio e viene giù il finimondo. A raccontarle è il pentastellato Erbetti che poi sciorina un’analisi: “Al rientro tutto il gruppo dei Fratelli d’Italia non si presenta in aula e manca il numero legale, niente approvazione del rendiconto.

Una scena degna del miglior Caino, per rimanere in tema di fratelli. Chissà perché, dalla maggioranza più compatta degli ultimi 20 anni in pochi minuti si è passati ad aprire una crisi senza precedenti nel comune di Viterbo? Verrebbe anche a me la voglia di fare una profezia: forse il comune di Viterbo nulla c’entra e la crisi è stata innescata con una pugnalata alle spalle per avere in un qualche comune della Tuscia che andrà al voto a breve, un candidato sindaco meloniano?

Certo se così fosse, sarebbe un bello schiaffo agli elettori viterbesi che hanno riposto la loro fiducia nei Fratelli…ma questa è solo fantapolitica, solo la profezia di un grillino inesperto. Ci sarà sicuramente altro, e la spiegazione sarà
sicuramente meno fantasiosa e più accettabile. Oppure no? AI posteri l’ardua sentenza”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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