
VITERBO – Abbiamo intervistato in esclusiva il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Massimo Erbetti, tra i più sensibili sul tema dell’acqua pubblica e molto ben informato su tutte le attività di Talete.
D – Consigliere Erbetti, in questi giorni Talete sta portando avanti un piano di distacchi dei contatori a dir poco “selvaggio”, ossia che non tiene conto delle condizioni di fragilità e disagio di coloro che subiscono il distacco, o che si riferisce a morosità di piccoli importi o di afferenti ad annualità che vanno più indietro nel tempo di cinque anni. Al di là di iniziative pubbliche “dal basso” come può essere la raccolta firme, a suo avviso ci sono gli strumenti normativi per intervenire e porre fine al “distacco selvaggio” dei contatori?
R – Si, è possibile intervenire. Talete sta operando ai limiti della correttezza. Agli utenti morosi non viene inviato nessun avviso di distacco. Nessuna comunicazione. Questo è molto grave.
La Corte di Cassazione nel 2016 si è espressa in merito a situazioni analoghe. Chi subisce un distacco del contatore dell’acqua può fare ricorso poiché ha subito un danno gravissimo. Per legge non si può lasciare un’utenza domestica senza acqua. La stessa Organizzazione Mondiale della Salute ha definito l’acqua un bene “ primario” e “di tutti”. Pertanto non è possibile distaccare i contatori dalla mattina alla sera. Nota bene, non stiamo parlando di mettere i sigilli, stiamo parlando di distacco dell’ intero contatore! Tutto ciò è intollerabile.
Il presidente Bossola aveva dichiarato che non ci sarebbero stati distacchi “selvaggi” e che avrebbe valutato caso per caso, operando di concerto con i servizi sociali per salvaguardare le utenze delle persone più fragili. Questo purtroppo non è accaduto. So per certo che ieri a Capranica hanno operato quattro squadre di Talete che hanno effettuato sedici distacchi, tra i quali quello eclatante dei due coniugi invalidi al 100%.
Talete perde otto milioni di euro l’anno solo per le perdite di acqua dalle sue condutture fatiscenti. Si stima che il 50% dell’acqua si disperda senza arrivare a destinazione. E Bossola che fa? Invece di intervenire sulle infrastrutture se la prende con i più deboli.
D – Un altro accadimento all’ ordine del giorno, sempre sul fronte Talete, è la nomina da parte della Regione Lazio del commissario Mascioli per i comuni “ribelli”. Qual è il suo pensiero a riguardo?
R – Sto seguendo da vicino la vicenda. Ma ho molti interrogativi in merito a questa decisione della Regione Lazio. I comuni commissariati saranno obbligati a passare in Talete? E se sì, Talete ha le coperture economiche per acquisire tali assets? È il classico cane che si morde la coda.
La verità è che sono molto preoccupato. La nomina di Bossola, ex uomo di Acea, a presidente di Talete è senza dubbio una nomina “politica”. Una nomina che, magari mi sbaglio, lascia sottintendere che ci sia da parte di qualcuno di andare in una certa direzione. Direzione che è opposta alla nosta. Noi vogliamo che l’acqua sia libera, pubblica e di tutti.
Sono preoccupato perché la vecchi politica fugge dalle proprie responsabilità, delegando ai privati la risoluzione di problematiche che lei stessa non è stata in grado di risolvere. Come se i privati avessero la bacchetta magica. La verità è che servono dei tecnici bravi, slegati da qualsiasi logica partitica. E se questo non accade non possiamo far altro che constare il fallimento della vecchia politica. Ma non possiamo noi pagarne il conto.
Sono ancora più preoccupato quando sento il presidente Bossola che afferma che per il risanamento di Talete le opzioni sono tre: ricapitalizzazione, privatizzazione o aumento delle tariffe. Come se la privatizzazione fosse di per sé una garanzia che le tariffe non aumenteranno.
Ricordo che nel 2011 c’è stato un referendum sull’ acqua pubblica con il quale i cittadini italiani e della Tuscia hanno espresso in maniera inequivocabile che l’acqua deve essere libera, pubblica e di tutti. Ma forse a qualcuno questo concetto non è chiaro o forse fa più comodo non prendere atto dell’ esito di quello storico referendum.


















