Erbetti (5 Stelle): "Chiedo ai viterbesi di informarsi e decidere davvero tra le diverse opzioni di governo della città. La messa peggio? Luisa Ciambella"
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Il primo partito a livello nazionale muove i suoi passi anche nel capoluogo della Tuscia. Massimo Erbetti, il candidato sindaco, e i suoi vuole giocarsi la partita. In un quadro elettorale cittadino frastagliato e complesso per i pentastellati l'obiettivo è andare al ballottaggio. Che significativamente potrebbe rappresentare un'opa sulla vittoria. Abbiamo incontrato il candidato Erbetti, per capire come vivono questo momento e cosa bolle in pentola.

Il primo partito a livello nazionale muove i suoi passi anche nel capoluogo della Tuscia. Massimo Erbetti, il candidato sindaco, e i suoi vuole giocarsi la partita. In un quadro elettorale cittadino frastagliato e complesso per i pentastellati l’obiettivo è andare al ballottaggio. Che significativamente potrebbe rappresentare un’opa sulla vittoria. Abbiamo incontrato il candidato Erbetti, per capire come vivono questo momento e cosa bolle in pentola.

Cosa farà il Movimento Cinque Stelle nei prossimi 30 giorni? Che tipo di campagna elettorale avete in mente?

“Nostro obiettivo è raccontare cosa abbiamo in mente per la città di Viterbo. Vogliamo garantire un normale buon governo del territorio e vigilare seriamente su questo. La campagna elettorale che abbiamo immaginato è fatta di tanti incontri con le persone, insieme ai cittadini. Saranno mirati sui nostri temi: reddito civico, ripubblicizzazione dei servizi, microcredito. Abbiamo previsto appuntamenti su temi come il miglioramento del servizio di trasporto pubblico locale, sulla geotermia. In programma anche incontri pubblici nelle frazioni e nelle periferie, perché vogliamo riportare tutti i luoghi al centro dell’attenzione”.

Racconti la giornata tipo del candidato Massimo Erbetti.

“Alzata alle ore 6 in punto. Lavoro fino intorno alle 10 e poi si comincia con gli incontri. Stiamo vedendoci con tantissime persone, gente comune e realtà importanti per il loro peso sulla città. In questi giorni in particolare ci dedichiamo anche alla preparazione della lista e alla sera arriviamo a chiudere intorno alle tre di notte. Si dorme poco, ma ce la faremo”. 

Chi vede messo peggio tra i suoi competitor?

“La sinistra, in particolare Luisa Ciambella. Viene da un’amministrazione per me fallimentare, anzi peggio. Viene da un’amministrazione, quella del sindaco Michelini, che ritengo non sia mai esistita”. 

Facciamo una previsione: arrivate al ballottaggio? Con chi?

“Spero di sì e ci crediamo. Il nostro è un voto d’opinione, per dare un segnale di cambiamento forte. Ce n’è bisogno anche a Viterbo, è sotto gli occhi di tutti. Prevedo che andremo al ballottaggio con il centrodestra”. 

Cosa si aspetta dai viterbesi?

“Mi aspetto più curiosità. Per mandare meglio le cose serve, è necessaria, più partecipazione. Spero, per il bene di tutti, che i viterbesi decidano di informarsi e conoscere le varie opzioni di governo della città che si presenteranno. Solo quando si conosce si sceglie davvero”. 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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