Erba alta nel capoluogo, il prefetto Bruno scrive al sindaco Arena: "Consegnare a cittadini e turisti una città vivibile"
Prefetto Bruno
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VITERBO - Il capoluogo è diventato una giungla e arriva alla porta di Palazzo dei Priori anche una lettera del Prefetto Giovanni Bruno. Il rappresentante del governo ha sollecitato interventi risolutivi immediati per "consegnare a cittadini e turisti una città vivibile".

VITERBO – Il capoluogo è diventato una giungla e arriva alla porta di Palazzo dei Priori anche una lettera del Prefetto Giovanni Bruno. Il rappresentante del governo ha sollecitato interventi risolutivi immediati per “consegnare a cittadini e turisti una città vivibile”.

”Il Sommo Vate Dante ebbe a dire nell’incipit della sua Commedia: ‘…Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura…’, tale descrizione non può sicuramente essere riferita all’attuale situazione di Viterbo, tuttavia costituisce un nostro preciso dovere evitare che essa possa attagliarsi al futuro stato delle cose”. Questo un passaggio della lettera. 

”L’ambiente cittadino in cui si svolge la vita quotidiana riveste un ruolo di fondamentale rilievo in quanto ad esso è strettamente legata la qualità del vivere e il benessere di tutti – continua il prefetto Bruno – . L’emergenza epidemiologica e le relative restrizioni hanno sicuramente determinato inevitabili difficoltà e ritardi anche nell’attività di manutenzione dell’ambiente cittadino. Tuttavia, non sfugge ad un normale osservatore che l’attuale situazione in cui versa la città per ciò che concerne la cura del verde pubblico e l’ambiente urbano è tale da richiedere un’azione immediata. La cura delle aree verdi, la pulitura delle strade e degli altri ambienti pubblici dalle erbacce rappresentano degli aspetti di non secondaria importanza che, soprattutto adesso, con l’approssimarsi della bella stagione necessitano di un intervento indifferibile”.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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