"Era una performance artistica, non sapevo fosse l'auto della Frontini"
Foto questura di Viterbo
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VITERBO - Il giallo del presunto atto vandalico sull'automobile del sindaco Chiara Frontini ha "un reo confesso". Si tratta di un giovane, che si dichiara un performer, che si è presentato con il suo avvocato agli inquirenti per autodenunciarsi e chiarire l'accaduto.

VITERBO – Il giallo del presunto atto vandalico sull’automobile del sindaco Chiara Frontini ha “un reo confesso”. Si tratta di un giovane, che si dichiara un performer, che si è presentato con il suo avvocato agli inquirenti per autodenunciarsi e chiarire l’accaduto.

“Non sapevo fosse la macchina del sindaco Frontini, a cui rivolgo le mie scuse. Volevo realizzare un’opera di riflessione su San Valentino e sul corteggiamento nell’età contemporanea”. Le dichiarazioni dell’uomo.

Stando a quanto avrebbe dichiarato l’artista, un quarantenne, si tratterebbe di uno scambio d’auto. Avrebbe voluto realizzare “l’installazione” sulla macchina di un’amica, con cui avrebbe poi condiviso il giorno dopo una risata. Quindi, stando alla sua narrazione si sarebbe trattato di uno scambio di macchina. 

Ora le forze dell’ordine che stanno indagando sulla vicenda dovranno attivare tutti i riscontri del caso per fare massima chiarezza. Dovranno andare a verificare se davvero un’amica dell’uomo abita nella zona di via Garibaldi, dove è accaduto il fatto, e quindi la dichiarazione dello stesso può corrispondere alla realtà. Dovranno anche verificare se la stessa amica ha una macchina dello stesso modello e colore di quella della sindaca. 

Riscontrando questo si andrebbe a concretizzare in maniera oggettiva un possibile scambio involontario d’auto. Sta di fatto che allo stato attuale c’è una persona che si è assunta la responsabilità del gesto, fornendo la propria spiegazione dell’accaduto. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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