Era stato ai domiciliari a Viterbo il prete pedofilo scappato dalla clinica romana e arrestato di nuovo a Milano
Legnano Don Ruggero Conti
800 Monastero
In primo grado, l'ex parroco di Selva Candida, fu condannato a 15 anni e 4 mesi, ridotti a 14 anni e 2 mesi in appello e confermati nel 2015 dalla Cassazione. Martedì scorso la fuga, con lo stesso personale della clinica a dare l'allarme. I carabinieri lo hanno rintracciato e arrestato in una struttura sanitaria a Milano ieri sera.

Don Ruggero Conti, il parroco in fuga fermato a Milano nella serata di ieri, stava scontando i domiciliari a Viterbo prima di essere trasferito, su sua richiesta, in una clinica ai Castelli Romani. Fino allo scorso agosto il 63enne, sospeso dal sacerdozio in seguito alla condanna per violenze sessuali su minori, l’uomo si trovava nel Viterbese.

In primo grado, l’ex parroco di Selva Candida, fu condannato a 15 anni e 4 mesi, ridotti a 14 anni e 2 mesi in appello e confermati nel 2015 dalla Cassazione. Martedì scorso la fuga, con lo stesso personale della clinica a dare l’allarme. I carabinieri lo hanno rintracciato e arrestato in una struttura sanitaria a Milano ieri sera.

La fuga verso la Lombardia a bordo di un taxi, chiamato una volta uscito dalla clinica. Quindi l’allarme e l’indagine serrata delle forze dell’ordine.

L’uomo è stato condannato in seguito all’accusa di ripetuti abusi, negli anni, di sette ragazzini che gli erano stati affidati sia nell’oratorio della chiesa che durante alcuni campi estivi. All’inizio il prete si difese dalle accuse, aiutato anche da gruppi di parrocchiani che in Tribunale lo sostenevano anche attraverso slogan benevoli. Ma questo non gli fece scampare la condanna per episodi di violenza sessuali contestatigli.

I terribili fatti a scapito di piccole e ignare vittime cominciarono a partire dal 1998 fino al 2008. Solo il 29  giugno dello stesso anno,  il parroco venne arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di via in Selci.  Per “attirare” le sue vittime usava l’escamotage di regali costosi e desiderati dai ragazzini, doni che le loro famiglie non potevano permettersi e quindi risultavano ancora più appetibili.

800 Monastero
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Fune 300x300
Foto Fisioterapy Center
domenicale post
Onda
monastero interno
aiac_banner_01
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni
lafune_300 x 600
asvis 2
POST FB 01