Era considerata la più bella del mondo ed era nata a Viterbo nel 1875
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Lina Cavalieri, secondo alcuni nata a Rieti, secondo altri a Viterbo da padre marchigiano e mamma di Onano, è stata un soprano e una attrice cinematografica molto attiva all’inizio del secolo scorso.

La più bella del mondo era viterbese. Così bella che D’Annunziò le dedicò una copia de “Il piacere”. Lina Cavalieri, secondo alcuni nata a Rieti, secondo altri a Viterbo da padre marchigiano e mamma di Onano, è stata un soprano e una attrice cinematografica molto attiva all’inizio del secolo scorso.

Triste la sua morte avvenuta, come per tanti concittadini, il 7 febbraio 1944 sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale a Fiesole. Era nata a Viterbo il 24 dicembre 1875. Durante la sua vita era considerata “la donna più bella del mondo” tanto che Gabriele D’Annunzio le dedicò una copia del romanzo “Il piacere” definendola la massima testimonianza di Venere in Terra.

La sua bellezza fu anche oggetto di un film dedicato a lei intitolato “La donna più bella del mondo” e interpretato da Gina Lollobrigida, protagonista del film insieme a Vittorio Gassman. Una interpretazione che tra l’altro valse alla Lollobrigida il David di Donatello del 1956.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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