Epaca: il patronato della Coldiretti in continua crescita
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Ci si avvia verso una chiusura del bilancio 2016 fortemente qualificante sia per prestazioni erogate che in termini di risultati ottenuti

Un pre-consuntivo 2016 con numeri importanti, che certificano come la crescita della Coldiretti in provincia di Viterbo proceda di pari passo col radicamento del suo patronato. Gli uffici di Epaca hanno lavorato, da gennaio a fine agosto, poco meno di 80 pratiche in materia di malattie professionali, con una media di quasi 10 al mese. Sono 20 le cause di lavoro promosse dal patronato presso l’autorità giudiziaria nei primi 8 mesi dell’anno, 5 delle quali già arrivate a sentenza favorevole rispetto alle istanze sostenute dai lavoratori agricoli. Alla fine di agosto risultavano essere 25 le pratiche con esito positivo liquidate in favore degli assistiti che hanno rivendicato il riconoscimento di patologie derivanti e comunque connesse all’attività lavorativa.

”Ci avviamo a chiudere il 2016 con un bilancio qualificante – spiega il responsabile provinciale Epaca, Nicola Chiumiento – sia in termini di prestazioni erogate, che di risultati conseguiti. Epaca si conferma fiore all’occhiello della struttura provinciale, accreditandosi presso la platea dei soci – dice Alberto Frau, direttore della Coldiretti di Viterbo – come un punto di riferimento imprescindibile per la tutela dei diritti dei lavoratori e degli imprenditori agricoli”.

La gamma dei servizi di patronato si è arricchita anche grazie alla convenzione firmata con Villa Santa Margherita di Montefiascone, in virtù della quale i soci della Coldiretti e gli assistiti di Epaca possono prenotare esami clinici, accertamenti diagnostici e prestazioni sanitarie direttamente presso il patronato, usufruendo peraltro di una scontistica agevolata rispetto alle tariffe ordinarie.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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