Entro l'estate ultimati i lavori di recupero delle ex scuderie di Sallupara
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Ancora tre mesi di lavori per restituire alle ex stalle papali di San Faustino tutto il loro antico splendore

Le ex scuderie di Sallupara verranno restituite alla città entro luglio. Questa la previsione dei lavori di recupero delle ex scuderie papali del quartiere San Faustino. Questa mattina il sopralluogo del sindaco Michelini e dell’assessore Ricci, oltre ad alcuni responsabili di Banca Intesa, che ha finanziato l’opera di restaurazione del magnifico edificio viterbese.

Al momento c’è da aspettare l’approvazione della perizia di variante e poi si partirà con l’ultimo atto dei lavori di recupero. Un mese il tempo previsto per la decisione burocratica e tre quelli da dedicare ai lavori di ristrutturazione delle ex scuderie viterbesi. La parte inferiore è già stata completata, manca quindi da ultimare la zona superiore.

Fra i lavori più urgenti, infatti, c’è la copertura del secondo piano, che sarà realizzata in legno. Una parete delle scuderie, invece, sarà completamente realizzata in vetro e affaccerà su un terrazzo dal quale sarà possibile ammirare le colonne esterne dell’edificio. Soddisfazione per l’amministrazione comunale che da sempre ha puntato su questo progetto. Un recuperato iniziato nel 2012, quando al posto di Michelini c’era Giulio Marini, che acquistò dal Demanio la proprietà. Poi l’ingresso nel progetto della Fondazione Carivit, che mise a disposizione il progetto, e di Banca Intesa, che stanziò un milione di euro per il recupero.

Nonostante gli sforzi, però, i lavori di restauro partono solo negli ultimi tempi, visto che gli interventi di bonifica della zona sono stati più lunghi del previsto. Così ad aprile dello scorso anno il progetto ha iniziato a prendere forma e a luglio, prevedibilmente, il recupero sarà ultimato e le ex scuderie restituite alla città. Al suo interno verranno ospitate attività culturali, con un occhio particolare per quelle rivolte ai giovani.

Un tempo le Scuderie erano a servizio della Rocca Albornoz, divenuta nel Rinascimento residenza dei Papi a sostituzione del palazzo presso il Duomo (trasformate in Carcere nell’800, poi bombardate e abbandonate) realizzate da Bramante per Papa Giulio II agli inizi del ‘500, sono definite in una relazione del 1703 al papa Clemente XI come: “La Stalla che vien ammirata da tutte le nazioni Straniere e considerata per la più bella d’Italia”.

Presto le scuderie torneranno ad essere un vanto per l’intera città, grazie a questa splendida opera di recupero. Nella struttura, inoltre, ci saranno anche le 24 antiche colonne recuperate nell’edificio. Anche su di loro è stato fatto un sapiente lavoro di restauro, grazie all’utilizzo di resine in grado di riparare i danni dell’erosione.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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