
Le minoranze, 5 stelle esclusi, tornano a chiedere la convocazione del Consiglio comunale. Dopo la seduta-rissa di venerdì scorso le opposizioni a Leonardo Michelini Forza Italia, Gruppo misto, Conservatori e Riformisti, Fratelli d’Italia, Viterbo2020, Gal e FondAzione hanno chiesto al presidente del Consiglio, come da Regolamento, la convocazione dell’assise. La convocazione dovrà arrivare entro 20 giorni dalla richiesta e quindi entro fine mese.
Venti giorni durante i quali potrebbe cambiare tutto o niente. Dalla caduta di Leonardo Michelini, dalle sue dimissioni e alla ricomposizione di una nuova Giunta, oppure potrebbe non cambiare nulla. I sette consiglieri del Partito Democratico continuano a dire che Michelini deve dimettersi, mentre loro continuano a tentennare e ad aspettare. Nel frattempo il prossimo Consiglio comunale avrà bisogno di essere convocato in seconda convocazione per avere i numeri per lavorare, a meno che la minoranza che lo ha richiesto non decida di tenere il numero legale in prima convocazione.
Tecnicismi che servono per sottolineare la crisi e per tentare di smuovere qualche cosa in casa Michelini. Il sindaco di Viterbo continua a dire di non volersi dimettere. L’unica cosa certa è che se si arrivasse a quella data senza le sue dimissioni o senza la firma delle dimissioni di almeno 17 consiglieri comunali, il Comune sarebbe destinato ad altri mesi di agonia e forse ad un lungo commissariamento. Nel frattempo è arrivata anche la convocazione della conferenza dei Capigruppo per il prossimo 15 febbraio.


















