Entro il 29 febbraio il prossimo Consiglio comunale: oggi la richiesta delle minoranze
Consiglio-revisori
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Dopo la seduta-rissa di venerdì scorso le opposizioni a Leonardo Michelini Forza Italia, Gruppo misto, Conservatori e Riformisti, Fratelli d'Italia, Viterbo2020, Gal e FondAzione tornano a chiedere un Consiglio comunale.

Le minoranze, 5 stelle esclusi, tornano a chiedere la convocazione del Consiglio comunale. Dopo la seduta-rissa di venerdì scorso le opposizioni a Leonardo Michelini Forza Italia, Gruppo misto, Conservatori e Riformisti, Fratelli d’Italia, Viterbo2020, Gal e FondAzione hanno chiesto al presidente del Consiglio, come da Regolamento, la convocazione dell’assise. La convocazione dovrà arrivare entro 20 giorni dalla richiesta e quindi entro fine mese.

Venti giorni durante i quali potrebbe cambiare tutto o niente. Dalla caduta di Leonardo Michelini, dalle sue dimissioni e alla ricomposizione di una nuova Giunta, oppure potrebbe non cambiare nulla. I sette consiglieri del Partito Democratico continuano a dire che Michelini deve dimettersi, mentre loro continuano a tentennare e ad aspettare. Nel frattempo il prossimo Consiglio comunale avrà bisogno di essere convocato in seconda convocazione per avere i numeri per lavorare, a meno che la minoranza che lo ha richiesto non decida di tenere il numero legale in prima convocazione.

Tecnicismi che servono per sottolineare la crisi e per tentare di smuovere qualche cosa in casa Michelini. Il sindaco di Viterbo continua a dire di non volersi dimettere. L’unica cosa certa è che se si arrivasse a quella data senza le sue dimissioni o senza la firma delle dimissioni di almeno 17 consiglieri comunali, il Comune sarebbe destinato ad altri mesi di agonia e forse ad un lungo commissariamento. Nel frattempo è arrivata anche la convocazione della conferenza dei Capigruppo per il prossimo 15 febbraio.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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