“Entro 10 minuti faccio saltare in aria il tribunale”
carabinieri
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Allarme bomba al tribunale di Viterbo. Squilla il telefono del 112 e una voce maschile annuncia, con grande freddezza, la presenza di quattro ordigni esplosivi in quattro diversi tribunali laziali. Poi si ricostruirà che le chiamate sono partite da una cabina telefonica.

“Entro 10 minuti faccio saltare in aria il tribunale”, questo il messaggio anonimo arrivato ai carabinieri. Allarme bomba al tribunale di Viterbo. Squilla il telefono del 112 e una voce maschile annuncia, con grande freddezza, la presenza di quattro ordigni esplosivi in quattro diversi tribunali laziali. Poi si ricostruirà che le chiamate sono partite da una cabina telefonica.

Nell’elenco snocciolato non solo il capoluogo della Tuscia ma anche Latina, Velletri e Cassino. Subito scatta l’allarme. Sono le 11 circa. Gli uomini del capitano Lombardi si precipitano in via Falcone e Borsellino e iniziano a ispezionare i locali del palazzo di giustizia con i metal detector. Non viene trovato nulla e si valuta non necessario evacuare l’edificio. Stessa dinamica negli altri tribunali, solo a Velletri è stata ritrovata una valigetta.

All’interno tubi metallici e sabbia bagnata. Un dispositivo considerato inoffensivo ma comunque con una buona resa scenica. E per gli artificieri si è trattato di un intervento non banale.

La bomba è stata trovata da un vigilantes all’interno di una valigetta nascosta nei pressi di una siepe davanti all’ingresso principale. Gli artificieri antisabotaggio della Polizia di Stato hanno aperto e bonificato il pacco all’interno delle ventiquattore, separato i quattro candelotti, collegati tra loro da fili elettrici, e accertato non ci fosse un innesco oltre al timer.

A Latina l’edificio è stato evacuato.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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