Enrico Pieranunzi al JazzUp presenta 'My songbook', l'intervista
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Arriva a Viterbo uno dei più grandi jazzisti italiani. Enrico Pieranunzi al JazzUp insieme a Simona Severini presenterà il suo disco di MySongbook.

Arriva a Viterbo uno dei più grandi jazzisti italiani. Enrico Pieranunzi al JazzUp insieme a Simona Severini presenterà il suo disco di MySongbook. La leggenda del Jazz italiano salirà sul palco il prossimo 1 luglio per presentare uno degli album più atipici della sua carriera. Dalla collaborazione con Chet Baker, Lee Konitz, Paul Motian, Charlie Haden, Chris Potter, Marc Johnson, Joey Baron a quella con Simona Severini, sensuale voce conosciuta nel 2012 per un tributo a Lucio Dalla appena scomparso.

Un album atipico perché Pieranunzi si presenta in una doppia inedita veste. Quella di pianista e songwriter. “È un progetto che non nasce all’improvviso – ci ha raccontato il jazzista – e che raccoglie dodici pezzi scritti in un arco di tempo molto lungo”. Alcuni brani non erano nati come canzoni, altri sono tracce che erano state incise, come strumentali, sul finire degli anni ’70 con il grande Chat Baker, “ma erano così melodici – ha aggiunto – che ho deciso di scriverci delle parole”.

Un disco vario, per tempi, tipologie e linguaggio. Ci sono anche formazioni diverse, insomma “un disco per tutti i gusti. Per me era un fatto personale – ancora Pieranunzi – perché volevo mettere a posto delle cose personali e così ogni brano ha una sua storia”. “Sono molto contento di averlo al JazzUp – ha aggiunto il direttore artistico della manifestazione Giancarlo Necciari – perché è uno dei grandi del nostro Jazz, apprezzato in tutto il mondo”.

Appuntamento per venerdì 1 luglio in piazza del Gesù a partire dalle ore 22.

Foto Adriano-Bellucci.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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