Ennesimo rinvio: la riapertura del Teatro dell'Unione slitta a marzo 2017
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Si tratta per la città dell’ennesimo rinvio, almeno il quarto in pochi mesi. Dopo gli annunci di riapertura nell’estate 2015, poi nell’autunno 2015, poi nel 2016, da oggi l’asticella si è spostata al marzo 2017.

C’è da aspettare per rivedere il Teatro dell’Unione aperto: l’apertura slitta ancora. Nell’elenco delle cose fatte dall’amministrazione Michelini inviato alla stampa (qui) ieri, l’assessore Giacomo Barelli ha parlato anche della riapertura del principale Teatro cittadino posticipando ancora la data di riconsegna alla città. Giacomo Barelli ha spiegato che l’amministrazione di centrosinistra ha “recuperato i soldi per riaprire il Teatro Unione entro marzo 2017, soldi che prima invece non c’erano”.

In realtà si tratta per la città dell’ennesimo rinvio, almeno il quarto in pochi mesi. Dopo gli annunci di riapertura nell’estate 2015, poi nell’autunno 2015, poi nel 2016, da oggi l’asticella si è spostata al marzo 2017. Nessuna informazione invece su come l’amministrazione, qualora dovesse ancora essere Michelini il sindaco nel 2017 (una possibilità sempre più remota), intenderà gestire la struttura e a chi darla in capo.

Ad oggi l’unica proposta per la gestione accennata è quella fatta dal fondatore di Quartieri dell’Arte Gian Maria Cervo, che (qui) ha lanciato la sfida alla città con l’idea dell’Unione teatrale per mettere intorno a un tavolo tutte le realtà con specifica competenza, per poi parlare insieme con l’amministrazione. Di mezzo però ci sarà probabilmente una campagna elettorale e chissà se il Teatro non ne risentirà e Viterbo si vedrà allontanare ancora il momento della sua riapertura.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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