Energie rinnovabili, solo a Viterbo impianti sufficienti al fabbisogno di 200mila utenti. Frontini: "Difendiamo in Regione il paesaggio della Tuscia"
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VITERBO - Il territorio della Tuscia si trova alla vigilia di una partita importantissima per la tutela del suo paesaggio.

VITERBO – Il territorio della Tuscia si trova alla vigilia di una partita importantissima per la tutela del suo paesaggio, peccato che si tratti di un match che un po’ tutti si sono abituati a giocare in assenza di chi poi dovrà ospitare tutti i disagi e i danni. 

La questione è quella delle energie rinnovabili, su cui proprio in queste ore da Orvieto hanno lanciato un allarme di rischio di devastazione del paesaggio viterbese (leggi qui). Stamani il sindaco Chiara Frontini si è recata a Roma, in audizione presso la Commissione Ambiente della Regione Lazio per fare sentire la voce del capoluogo e mettere sul tavolo un qualcosa di estremamente significativo: i numeri del fotovoltaico nella nostro provincia.

“Sono sul territorio del comune di Viterbo la Regione Lazio, tra impianti autorizzati e quelli in fase di autorizzazione, sta permettendo la realizzazione di impianti sufficienti al fabbisogno di 200mila utenze. Una follia!”. Queste le parole del sindaco Chiara Frontini. 

Sul territorio della sola Viterbo infatti risultano, tra autorizzati e in fase di autorizzazione, impianti per un potenziale di 590megawatt. Un utenza casalinga è di tre kilowatt. 

“Purtroppo – continua Frontini – la programmazione in questo settore è esclusivamente regionale e i comuni e la soprintendenza hanno solo parere consultivo, quindi contano zero sulla decisione finale. Questo fa sì che per alzare pale da 230 metri intorno al lago di Bolsena si decide tutto a Roma, devastando il bellissimo paesaggio della Tuscia. Noi invece vogliamo difenderlo e lo faremo dimostrando con i numeri l’assurdo delle decisioni che si stanno prendendo”. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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