Emporio Solidale, data la possibilità di giocare a calcio a due ragazzi provenienti da famiglie a basso reddito
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VITERBO - Il progetto Emporio Solidale consegue un altro importante, meraviglioso obiettivo. Da marzo infatti due giovani potranno coronare il loro sogno di giocare a calcio malgrado la difficoltà economica in cui versano le loro famiglie.

VITERBO – Due giovani, provenienti da famiglie in difficoltà economica, potranno giocare a calcio grazie all’Emporio Solidale.

Il progetto Emporio Solidale consegue un altro importante, meraviglioso obiettivo. Da marzo infatti due giovani potranno coronare il loro sogno di giocare a calcio malgrado la difficoltà economica in cui versano le loro famiglie.

Ciò è stato possibile grazie al sostegno della Regione Lazio, attraverso il progetto “Comunità Solidali” , che permette all’Emporio Solidale di offrire la possibilità a ragazzi appartenenti a famiglie con disagio economico di frequentare società sportive del capoluogo.

“Ovviamente questo proposito si è potuto concretizzare solo grazie alla grande solidarietà dimostrata dalle società sportive viterbesi, la SSD Barco Murialdina e ASD Viterbo football club soccer school , di cui vogliamo ringraziare i presidenti Pollastrelli Sergio e Paolo Tozzi, che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa di cui questi due giovani sono solo il primo esempio – dichiarano dall’Emporio -.

Auspichiamo infatti di riuscire ad inserire altri ragazzi e ragazze nel mondo sportivo viterbese e siamo felici di poter scegliere tra le tante società e realtà sportive che hanno già dato la loro disponibilità ad accogliere i “nostri” aspiranti atleti tra le loro fila.

Un altro meraviglioso esempio della solidarietà e generosità che l’Emporio Solidale raccoglie nella nostra comunità. Seguiremo con affetto le gesta di questi ragazzi convinti del successo che otterranno sia in ambito sportivo che, soprattutto, di integrazione e socializzazione con i propri coetanei. Chissà che un giorno si possano seguirne le gesta a livello internazionale potendo essere orgogliosi della possibilità che la nostra città ha offerto loro”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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