«Emilio infame, Emilio morto!»

Su una parete di un bagno di una scuola superiore di Viterbo le scritte contro, presumibilmente, Emilio Visigalli, il 50enne in coma dopo una aggressione fascista.
Emilio infame!, la notte leoni la mattina Emilio, #Emiliomorto. Sono le scritte comparse in questi giorni su una parete di un bagno di una scuola superiore di Viterbo contro, presumibilmente, Emilio Visigalli.
Emilio è un esponente del centro sociale Dordoni di Cremona, che qualche giorno fa è finito in coma dopo alcuni scontri che si sono scatenati dopo il match calcistico Cremona-Mantova. Emilio Visigalli sarebbe stato ferito “dopo gli scontri avvenuti fuori dallo stadio – si legge qui, uno dei tanti articoli comparsi sulla stampa nazionale – con militanti di Casapound. L’uomo è stato colpito a sprangate e calci in faccia e in testa”.
La segnalazione è di un lettore a info@lafune.eu.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















