Emergenza storni, intervento con i falchi al Paolo Savi
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VITERBO- Primo intervento ieri al Paolo Savi con i rapaci per allontanare gli storni

VITERBO- Nella giornata di ieri, le squadre della Provincia di Viterbo sono scese in campo per allontanare gli storni dal cortile del Paolo Savi. Intervenuti i falchi dei Falconieri di Rocca Romana, con base operativa a Trevignano Romano con il Centro Volo Rapaci, azienda con Marchio di qualità del Parco di Bracciano.

I falchi hanno sorvolato i grandi pini del Paolo Savi per circa 3 ore, ottenendo già, come primo intervento, un allontanamento degli storni che da mesi flagellano le strade e i marciapiedi viterbesi con un rischio igienico sanitario sempre più importante. L’intervento completo prevede altri 10 voli e, se necessario, altri voli di mantenimento.

Presenti al momento dei voli il Presidente della Provincia Nocchi, il Direttore del settore tecnico edilizia scolastica della Provincia di Viterbo Dello Vicario, il Direttore del settore ambiente del Comune di Viterbo Monaco, il Responsabile del servizio edilizia scolastica della Provincia di Viterbo Di Pietro e il Sindaco Giovanni Arena.

Il vantaggio dell’impiego dei rapaci addestrati è l’assenza di assuefazione che invece avviene con le altre tecniche di deterrenza come i dissuasori, a cui gli uccelli in pochi giorni iniziano ad assuefarsi. La presenza di un altro animale, per di più predatore, spaventa e dissuade completamente le colonie ormai stabilite definitivamente e le porta a spostarsi in breve tempo. Per un intervento completo, a 360 gradi, è importante l’uso di entrambe le tecniche.

Le Poiane di Harris, specie utilizzata ieri durante l’intervento, sono animali abituati a muoversi in un ambiente urbano, sono state fatte volare dal punto più alto dell’edificio per una maggiore copertura e un migliore punto di osservazione. I rapaci in volo non sono aggressivi, seguono solo i comandi dei falconieri e non rappresentano un pericolo ne per i passanti ne per i lavoratori

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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