
ROMA – La peste suina africana preoccupa e non poco nella capitale. La novità più importante, attesa con l’ordinanza del commissario straordinario, riguarderà l’estensione della zona rossa fuori dal Raccordo, nel quadrante nord della Capitale. Si parla di un’area che include La Storta e La Giustiniana ma nella quale, per il momento, non dovrebbe rientrare la frazione di Le Rughe, nel Comune di Formello.
L’ordinanza è attesa per la giornata di oggi e il fine è quello di andare a precisare e integrare i contenuti del provvedimento firmato dal governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. L’impianto generale sarà simile a quello delle norme adottate in Piemonte e Liguria, se non fosse che la situazione romana diversa: mentre nelle regioni del nord la circolazione del virus è stata rilevata all’interno di aree boschive, nella Capitale gli ungulati sono arrivati in Centro, nei quartieri abitati e nei giardini pubblici. Nella nuova stesura verranno dettagliati i comportamenti da seguire e i soggetti responsabili degli interventi sia nella zona rossa sia in quella bianca rispetto ai suini selvatici, al ritrovamento di carcasse, a chi effettuerà i prelievi e alla struttura incaricata di analizzarli.
Si sta lavorando al cosiddetto piano di eradicazione degli ungulati, che dovrà avere l’ok dall’Europa. Per accelerare le procedure verrà nominato un funzionario della Prefettura, delegato alla gestione dell’emergenza a Roma (il commissario di governo, Angelo Ferrari, continuerà a seguire la situazione in ambito nazionale) con il compito di facilitare il confronto tra il ministero della Salute e la Regione.
La legge prevede la possibilità di sopprimere fino al 90 per cento dei cinghiali presenti sul territorio nel quale si è diffusa l’infezione (solo nella provincia di Roma si stimano 20 mila capi), ma è ragionevole ipotizzare una quota inferiore – sebbene ieri il sottosegretario Costa abbia parlato di “riduzione sensibile” – considerata la complessità delle operazioni che richiedono l’utilizzo di selecontrollori specializzati, oltre allo smaltimento delle carcasse e alle analisi per accertare la positività al virus.

















